Lecco. All’asta il moschettone di Ferrari
Per aiutare Leia, figlia di “Korra”

Mobilitazione dei Ragni per la ragazzina di 13 anni rimasta orfana di Corrado Pesce

Un moschettone di Casimiro Ferrari per sostenere la raccolta fondi in favore della piccola Leia, 13 anni, la figlia di Corrado “Korra” Pesce , l’alpinista quarantunenne che ha perso la vita a fine gennaio scendendo dal Cerro Torre in Patagonia.

A lanciare la sottoscrizione sul sito www.leetchi.com, gli amici dell’alpinista novarese. A sostenerla tutto il mondo dell’alpinismo fra cui i Ragni di Lecco, gli ultimi a condividere un momento di gioia con Korra Pesce, essendo arrivati insieme in vetta alla montagna patagonica, e i primi a risalire la parete, con Matteo Della Bordella , per provare a prestargli soccorso e portare in salvo il suo compagno, l’alpinista argentino Tomas Aguilo , sopravvissuto alla scarica di ghiaccio e sassi che li aveva investiti.

Proprio per stimolare le donazioni a sostegno di Leia, i Ragni hanno messo in palio un cimelio appartenuto al grande Ferrari, che in Patagonia e sul Cerro Torre in particolare aveva fatto grandissime imprese, in una sorta di asta benefica.

Si tratta di una cornice con un moschettone usato da “Miro” usato in diverse spedizioni, che riporta incise le sue iniziali. Si può partecipare all’asta su questo indirizzo web: www.leetchi.com/c/help-to-korras-pesce-daugther.

Dopo aver fatto la donazione va inviata la ricevuta del bonifico all’indirizzo email [email protected]. Chi avrà donato la cifra più alta si aggiudicherà la cornice con il moschettone firmato da Ferrari.

Il periodo di validità dell’asta è compreso tra l’inizio della raccolta fondi e domenica 20 febbraio.

«Confidiamo nel fatto che l’idea possa stimolare la generosità», spiegano i maglioni rossi.

Korra Pesce insieme a Tomas Aguilo aveva appena aperto una nuova via di salita sulla parete nord del Cerro Torre. Trecento metri prima di arrivare in vetta aveva incrociato i ragni Matteo Della Bordella, Matteo De Zaiacomo e David Bacci che avevano appena terminato di scalare il diedro degli Inglesi sulla parete est, a poche decine di metri di distanza. Le due cordate avevano unito le forze ed erano arrivate in vetta insieme.

I maglioni rossi avevano deciso di bivaccare in cima e scendere la mattina seguente dalla via del Compressore, Pesce e Aguilo avevano invece deciso di iniziare le calate di notte, quando i rischi dovevano essere minori, per raggiungere il punto in cui avevano lasciato il proprio materiale per la notte. Proprio mentre si stavano riposando, sono stati colpiti da una scarica di ghiaccio e sassi.

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