Lecco. Acciaio, giù la produzione

Ma Cina in controtendenza

Escludendo il Paese asiatico,lo scorso anno la domanda mondiale è calata di 9,6 punti

Lecco. Acciaio, giù la produzione Ma Cina in controtendenza
Pechino tornerà a livelli pre-pandemici già entro la fine dell’anno

«La produzione globale di acciaio nel 2020 ha subito pesanti contraccolpi, per il lockdown, che hanno influenzato sia la domanda che l’offerta, con un’unica eccezione: la Cina. Questa ha visto la nuova fase espansiva avvenire con una maggiore rapidità rispetto alle altre parti del mondo e così facendo ha guadagnato quote di mercato».

Tanto che, come ha spiegato Gianfranco Tosini (Ufficio studi Siderweb), lo scorso anno la domanda mondiale di acciaio escludendo la Cina è calata di 9,6 punti, ma inserendo anche il Paese asiatico si torna in terreno positivo (+0,3%). Pechino tornerà a livelli pre-pandemici già entro la fine dell’anno, mentre il resto del pianeta dovrà aspettare almeno il 2022. Il dettaglio dell’Italia è sostanzialmente positivo, considerato che nonostante il nostro Paese abbia subito in maniera più pesante gli effetti della crisi, ha di fronte a sé un biennio di crescita superiore alla media in tutti i settori utilizzatori.

Analizzando nello specifico il comparto dei tubi di acciaio, l’analista ha sottolineato che nel 2020 «la produzione globale è diminuita dell’11,5% rispetto al 2019. Escludendo la Cina, che pesa per quasi il 58% sulla produzione mondiale, il calo è stato del 16%». Riduzione che ha impattato in modo più consistente sui tubi senza saldatura (-20%) e ha inciso particolarmente sulla produzione italiana.

Il nostro Paese, esportatore netto di tubi, ha perso il 13,5% dei volumi lo scorso anno, con cali più pesanti della media mondiale soprattutto per i tubi saldati di grande diametro (-19,5%). Osservando invece la situazione in prospettiva, Tosini ha evidenziato segnali di ripresa dei volumi e un ritorno alla quasi normalità dei livelli del 2018/2019 entro il 2022.

© RIPRODUZIONE RISERVATA