L’archistar Mario Botta  spiega il senso del sacro
L’architetto Mario Botta martedì sarà al campus

L’archistar Mario Botta

spiega il senso del sacro

Martedì al campus il professore ticinese tiene

un seminario nell’ambito del corso di Architettura

Si apre con il botto per il ciclo di seminari didattici inseriti nel corso Architettura e composizione architettonica 3 e Storia e critica dell’Architettura contemporanea del corso di laurea in Ingegneria edile architettura.

Martedì prossimo, infatti, il primo appuntamento della rassegna vedrà protagonista l’architetto Mario Botta, progettista di fama mondiale e professore all’Accademia di architettura di Mendrisio. Sarà lui a tenere il seminario su “Il senso del sacro”, che si terrà dalle 16.30 in aula B2.1 e sarà rivolto a studenti e professionisti, ma anche aperto a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di fare luce sul complesso tema dell’architettura religiosa di cui è interprete di eccezione, come dimostrano i suoi lavori.

Botta, spiegano al Politecnico di Milano, «fornisce una nuova chiave di lettura dell’architettura religiosa che, diversamente da come sosteneva Giulio Carlo Argan negli anni ‘50, non è da considerarsi un mero luogo di riunione sociale, ma lo spazio in cui i credenti si ricongiungono con la dimensione del divino e dove possono riscoprire il significato profondo della spiritualità. Mario Botta è, dunque, uno dei pochi progettisti contemporanei capaci di esprimere con la propria opera il “senso del sacro”, poiché la sua architettura trae forza dai fondamenti del costruire: luce, materia e gravità».

Fin dal suo primo lavoro, hanno rimarcato al Campus di via Previati, la Chiesa di San Giovanni Battista di Mogno (Ticino, Svizzera 1986-1996), «ha saputo superare felicemente la progressiva laicizzazione dell’architettura innescata dalle avanguardie del Moderno e sfociata in una sorta di diffidenza per i valori di eternità e sacralità e per la loro rappresentazione simbolica».

Dopo questa realizzazione, Botta si è dedicato alla Cattedrale della Resurrezione, Evry, Francia (1988-1995), alla Chiesa di San Pietro Apostolo a Sartirana di Merate (1987-1995) e alla splendida cappella di Santa Maria degli Angeli sul Monte Tamaro (Ticino, Svizzera 1990-1996) nonché a numerosi altri edifici sacri, tra i quali la Chiesa e centro pastorale Giovanni XXIII a Seriate (1994-2004), la Sinagoga Cymbalista e Centro dell’eredità ebraica presso il campus dell’Università di Tel Aviv (Israele, 1996-1998) e la Chiesa del Santo Volto a Torino (2001-2006).


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