La trafileria, il Baroni e le Acli  Se ne va anche Alberto Gianola
Alberto Gianola era fratello di padre Augusto, missionario in Brasile

La trafileria, il Baroni e le Acli

Se ne va anche Alberto Gianola

L’addio Titolare dell’azienda di Malavedo, guidò anche l’asilo e il circolo

Fu tra i promotori della festa della “Madonna del Carmine” a Laorca

Il coronavirus si è portato via anche Alberto Gianola. Classe 1944, era uno degli imprenditori di Lecco tra i più conosciuti per l’attività legata al mondo del ferro. Da dodici giorni era ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano per complicazioni legate all’infezione virale; ieri la scomparsa, che lascia un vuoto, oltre che nella sua famiglia, anche nella comunità del quartiere di Malavedo, dove era conosciuto e stimato.

Titolare delle Trafilerie di Malavedo, Alberto era fratello di padre Augusto Gianola, missionario in Amazzonia. La sua trafileria nel quartiere alto di Lecco si affaccia sulla valle del fiume Gerenzone. E proprio grazie al Gerenzone l’azienda ricava l’energia per il funzionamento dei macchinari.

Una lunga storia

Le Trafilerie di Malavedo nascono nel 1930, quando i proprietari, la famiglia Falk, che dal 1.800 lavorano il prezioso metallo nel Lecchese, decidono di trasferire gli impianti di Sesto San Giovanni. È così che il nonno di Alberto Gianola (che portava lo stesso nome), già dipendente della società, gioca la sua carta vincente: quella di continuare con l’attività ferriera rilevandone la proprietà. Alla scomparsa Alberto, succede il figlio Daniele, che va avanti con l’attività legata.

Negli anni Settanta Alberto Gianola sposa nella chiesetta dei Piani Resinelli Mariangela Ponziani. La coppia avrà quattro figli: Samuele, Daniele, Pietro e Lucia.

La Trafileria diventa sempre più un punto importante per l’economia lecchese e di questi ottimi risultate l’imprenditori Alberto Gianola va giustamente orgoglioso. Ma da buon lecchese resta comunque legato alle origini: nei ritagli di tempo tra famiglia e lavoro, trova anche spazio la partecipazione alle attività di Laorca. Diventa presidente dell’asilo infantile “Antonio Barone” e in seguito anche del Circolo Acli.

Una fede profonda

Un altro segno distintivo della sua vita è il profondo legame con la fede, tra i promotori della festa della “Madonna del Carmine” che si svolge a Laorca nella terza settimana di luglio.

Gianola è anche ricordato per essere stato tra i fondatori dell’Associazione Piccole Industrie di Lecco. Nel 2012 le Trafilerie ampliano l’area di Malavedo e spostano gran parte del lavoro nella sede di Garlate, più facilmente raggiungibile dai grossi mezzi per il trasporto del ferro.

La società è oggi gestita dai figli, ma Gianola non ha mai mancato di far sentire la sua presenza, in continuità con l’amministrazione degli ultimi decessi.

Gianola è stato anche tra i fondatori dell’allora Uti, Unione Trafilieri Italiani. «Mio nonno aveva comprato l’area a Malavedo dalla Falck, dove aveva peraltro lavorato e che nel frattempo si era trasferita a Sesto - aveva ricordato in una recente occasione pubblica - Credo che gli imprenditori nell’immediato dopoguerra sentissero l’esigenza di mettersi insieme per cercare di risolvere problemi che da soli non sarebbero riusciti a risolvere». Era la Lecco delle grandi fabbriche ma anche dei tanti che decisero di mettersi in proprio per cavalcare il boom che portò la città nel 1961 a divenire il terzo polo industriale d’Italia.


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