La scuola batte cassa

Famiglie tartassate

«È un’ingiustizia»

L’Unione consumatori prende posizione. «I dirigenti scolastici non dovrebbero chiederli». Il sindacato: «C’è chi ha gestito i soldi molto male»

La scuola batte cassa Famiglie tartassate «È un’ingiustizia»
Le segreterie delle scuole spesso sollecitano le famiglie a versare il contributo facoltativo

«I dirigenti non dovrebbero chiedere nessun contributo alle famiglie, in quanto si tratta di scuola statale e dell’obbligo, e non dimentichiamo che si pagano già le tasse. Purtroppo però molte famiglie vengono talmente pressate dalle scuole, che non riescono a dire no e pagano per attività che dovrebbero già essere comprese nel piano dell’offerta formativa».
Mauro Antonelli
coordinatore dell’Unione nazionale consumatori dice no al contributo, sulla carta facoltativo ma nella realtà quasi obbligatorio, che le scuole chiedono ogni anno alle famiglie.
Nel frattempo il Miur ha promesso di raddoppiare i finanziamenti alle scuole ma le casse restano vuote, non è ancora chiara la data del versamento, e nel frattempo ci sono varie spese da sostenere soprattutto per le attività di potenziamento didattico.
In media il contributo va dai 90 ai 130 euro per le scuole superiori, e dai 15 ai 20 euro per le elementari e medie.
Nonostante i tempi difficili, tutti i genitori o quasi lo versano. Nel Lecchese il 70% delle famiglie che ha uno o più figli alle scuole superiori paga, alle medie e elementari tutti salvo qualche caso particolarmente delicato, gli altri versano la somma già subito ad inizio anno scolastico.
Inoltre alle famiglie è chiesto di sottoscrivere una polizza assicurativa, obbligatoria, il cui costo è in media di 7 euro all’anno nelle scuole elementari e medie. Alle superiori oscilla attorno ai 13 euro.
«Ci sono famiglie che non riescono neppure a pagare i buoni mensa, assurdo chiedere loro un contributo facendolo passare per facoltativo ma poi trasformandolo in obbligatorio», prosegue Antonelli.
E il sindacato: «Senza le famiglie le scuole non vanno più avanti».I dirigenti a fine anno scolastico dovrebbero inviare a tutte le famiglie una lettera con chiare indicazioni dell’uso fatto del contributo. C’è chi è attento e informa, e chi invece non manda neppure un’email e considera il contributo un atto dovuto. Il contributo delle famiglie dovrebbe essere utilizzato solo per potenziare le attività scolastiche, con attività e corsi, invece a volte viene usato per pagare i supplenti, le forniture di carta, quella igienica compresa, e pure la cancelleria.

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