La Provincia stoppa il liceo Manzoni

Lecco, l’ente autorizza l’uso di sei aule delle sette a disposizione, rifiutando l’iscrizione di una trentina di studenti. Quattro classi prime del linguistico invece di cinque. I genitori: «Non possono dirci all’improvviso che non c’è posto»

La Provincia stoppa il liceo Manzoni

L’Amministrazione provinciale blocca lo sviluppo del liceo classico e linguistico Manzoni.
Il presidente Flavio Polano autorizza l’uso di solo sei delle sette aule ancora a disposizione, rifiutando l’iscrizione di una trentina di studenti.
I genitori non ci stanno e nasce un comitato deciso a far sentire la propria voce. Referenti sono Andrea Ambesi ed Elena Rota. «Non ci arrendiamo. Al liceo hanno fatto le open-day, hanno raccolto le iscrizioni, e adesso non possono dirci all’improvviso che non c’è posto. Il preside Giovanni Rossi si è visto costretto a rifiutare una trentina di studenti - dice Andrea Ambesi -, noi genitori vogliamo chiarezza. Le aule ci sono, c’è spazio per sette prime, e vogliamo risposte chiare. Il 23 marzo ci incontreremo con il presidente dell’Amministrazione provinciale a cui chiederemo risposte concrete. Poi valuteremo anche un incontro con il provveditore .
A settembre partiranno sicuramente due prime ad indirizzo classico, con 59 studenti complessivi. Per il linguistico sono state raccolte 130 iscrizioni, pari a cinque classi. Tutto sembrava scorrere liscio, fino a pochi giorni fa quando una trentina di famiglie si sono viste rifiutare le iscrizioni.
«Faranno solo quattro prime ad indirizzo linguistico - prosegue Ambesi - e di conseguenza hanno rifiutato l’iscrizione di tenta ragazzi, scelti con i criteri standard che guardano la distanza tra la scuola e il luogo di residenza, e l’orientamento indicato dai docenti sulla base dei primi due anni di scuola media. Ragazzi a cui non viene data la possibilità di scegliere la scuola che desidererebbero frequentare».
Il preside fa notare: «Gli spazi ci sono, abbiamo aule per sette prime, due del classico e cinque del linguistico, però non abbiamo l’autorizzazione ad utilizzarle tutte, ne possiamo usare solo sei. Purtroppo devo adeguarmi alle scelte dell’Amministrazione provinciale».

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