«La macchina burocratica  è la zavorra del sistema»
Marco Giorgioni, Cdo

«La macchina burocratica

è la zavorra del sistema»

Giorgioni: «Le imprese hanno dimostrato di saper cambiare e adattarsi ai nuovi scenari»

Circa la continua variabilità dei mercati il presidente della Compagnia delle Opere di Lecco, Marco Giorgioni, sottolinea come non siano anomale le variazioni dei dati sulla produzione che vengono registrati ogni tre mesi dalle indagini congiunturali nazionali o provinciali. «Ma dentro a tale variabilità - afferma Giorgioni - emerge in primo luogo il dato evidente della capacità che hanno avuto le nostre aziende ad adattarsi ai cambiamenti di mercato degli ultimi anni. Purtroppo, ciò che ancora manca è il fatto che questo processo di cambiamento non ha coinvolto in modo adeguato la pubblica amministrazione, e ciò incide sull’efficienza finale che va a misurare il Pil. Sul quale, comunque, ritengo si possa ragionare seriamente a fronte di aumenti fra il 2 e il 3% e non certo di decimali».

Dall’instabilità politica alle mancate riforme, alla crisi del debito, alla gestione delle crisi di banche nazionali, i fattori indicati di recente dal Fondo monetario, che ha rivisto al ribasso la crescita italiana, secondo la Cdo territoriale sono confermati ma con qualche riserva. «Se il referendum sulle riforme costituzionali fosse passato - afferma Giorgioni - ciò non avrebbe determinato la costruzione di una situazione economica diversa. La stabilità economica deriva dalla capacità di governo, che peraltro non si costruisce con il cambio delle regole sui sistemi elettorali. Ciò che conta - aggiunge - è la continuità delle politiche nazionali, cosa che non si può avere se un Governo sconfessa quanto costruito dall’esecutivo precedente, come accaduto varie volte in Italia segnando ogni volta uno stop e una ripartenza».

Sul freno posto all’economia dalle sofferenze bancarie c’è spazio anche per l’autocritica. «I dati ci dicono che per quanto riguarda le perdite bancarie i danni sono stati causati da grandi gruppi - afferma Giorgioni - e ciò crea minor disponibilità di credito per tutti, piccole e medie imprese comprese. Sono difensore delle pmi e del sistema Italia - aggiunge -, tuttavia aggiungo che le pmi da un lato subiscono certo la situazione generale, ma dall’altro hanno difficoltà ad accedere al credito anche per altri motivi legati alla sotto patrimonializzazione, ai sistemi di gestione e alle questioni di rating. Vincoli penalizzanti finché ci vuole ma che esistono e vanno rispettati. In ciò le piccole imprese non stanno facendo abbastanza per rendersi sostenibili attraverso il credito».


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