Industria, fatturato stabile  Ma si teme un rallentamento
Lorenzo Riva (Confindustria)

Industria, fatturato stabile

Ma si teme un rallentamento

I dati elaborati dal Centro studi di Confindustria Lecco indicano un andamento negativo per i prossimi mesi

Fatturato e attività produttiva restano stabili, ma le indicazioni di rallentamento prevalgono rispetto a quelle che indicano aumento: è questo quanto emerge dai dati elaborati dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, relativi al mese di settembre. La domanda mostra livelli stabili per oltre quattro imprese su dieci sia per quanto riguarda il mercato domestico sia con riferimento all’export. I giudizi in diminuzione (33,5%) risultano però prevalere su quelli di aumento (24% circa). L’attività produttiva e il fatturato seguono sostanzialmente quanto esaminato per la domanda, pur confermando la prevalenza dei giudizi di stabilità. La capacità produttiva mediamente impiegata dalla imprese del campione a settembre si è attestata al 76,2%, sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel primo semestre 2018.I fenomeni legati ai casi di insolvenza e ai ritardi di pagamento che interessano oltre quattro imprese su dieci (42,1%), unitamente all’aumento dei costi delle materie prime (rilevato dal 38,7% del campione in settembre), si confermano le principali criticità per le realtà dei tre territori.

«L’orientamento prevalente che emerge - commenta il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva – è quello della stabilità, tuttavia non possiamo non vedere che i giudizi di rallentamento prevalgono».Solo sostenendo le imprese con un’adeguata politica industriale si potrà sostenere la crescita, ma nell’attuale scenario nazionale vediamo che vengono prese direzioni diverse. Penso per esempio al reddito di cittadinanza e al decreto dignità. Si sta mancando l’occasione di dare sostegno ai segnali di ripresa attesi per molto tempo, vanificando gli sforzi che tutto il sistema produttivo ha fatto sinora per superare la crisi». L’analisi del Centro studi evidenzia anche un limitato orizzonte di visibilità sugli ordini che supera il trimestre solo nel 17,6% dei casi, I giudizi riguardanti il rapporto tra le imprese del campione e gli Istituti di credito risultano invece improntati alla stabilità, come indicato dall’86,2% del campione. Stabili anche i giudizi riguardanti lo scenario occupazionale. «La crescita, se c’è, è fragile - evidenzia il direttore generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori - e ancora non si vede una piena inversione di tendenza, che coinvolga il tessuto produttivo in modo omogeneo. Infatti la fiducia sembra fare fatica a consolidarsi».


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