In fondo al lago
un cimitero di auto

Chi è sceso in profondità ha documentato la presenza di almeno 50 vetture
Mezzi di diverse epoche storiche, alcuni sarebbero stati gettati nelle acque del Lario perché rubati

In fondo al lago un cimitero di auto
Un’immersione relativamente recente dei sommozzatori nella zona del Moregallo

Cosa realmente ci sia in fondo al lago nessuno lo sa o forse lo sanno solo pochi intimi, i sommozzatori che si immergono nelle acque del Lario e sui fondali scoprono relitti. Spesso la curiosità spinge a cercare storie da brividi, come quelle che potrebbero celarsi dietro le auto buttate da non si sa chi in fondo al lago al del Moregallo, meta preferita di chi vuol fare sparire auto che scottano. È notizia recente che grazie alla pulizia dei fondali siano stati individuati e in parte già recuperati oltre 250 pneumatici. Chi è sceso con le adeguate attrezzature ha visto, fotografato e filmato un vero e proprio parcheggio sott’acqua, con oltre cinquanta auto fatte sparire nel corso degli anni. Così, a differenti profondità, ecco le vecchie Mini della Innocenti o le Renault 4, poi le più recenti Volkswagen Passat, le vecchie Fiat 500 e perfino una Jaguar ma anche qualche ciclomotore Si della Piaggio e un Fantic Issimo, oltre a una Land Crouzer.

Molti si interrogano su come si può recuperare questi vecchi rottami ormai arrugginiti dall’acqua e che rilasciano materiale inquinante. Le difficoltà maggiori derivano proprio dalla differente profondità su cui si sono adagiati i veicoli sui fondali, si parte dai più vicini alla superficie,attorno ai quindici metri, fino agli oltre sessantacinque metri di profondità della Passat o delle Mercedes e Jaguar. Qualche anno fa un noto autodemolitore lecchese aveva dato la sua disponibilità a recuperare dai fondali del Moregallo le carcasse d’auto giacenti purchè gli venisse inviato in appoggio un barcone su cui poter lavorare, un’operazione di bonifica davvero interessante quella proposta prima della pensione da Emilio Tei ,che si sarebbe poi fatto carico della rottamazione definitiva dei veicoli inghiottiti non si sa quando dalle acque del nostro lago.

Alone di mistero

È normale che attorno a queste operazioni di recupero ci sia sempre un certo e giustificato alone di mistero perchè ognuno di questi relitti in fondo al lago ha una storia sua, spesso si tratta di veicoli rubati che per forza di cosa dovevano essere fatti sparire. Oggi sembra impensabile poterle recuperare, ma nel lago di Garda sono documentate parecchie operazioni di questo genere, citiamo il recupero di una vecchia Bugatti che ha fruttato, dopo oltre sessant’anni, una decina di milioni di euro a chi l’ha recuperata perchè messa all’asta. Ma quella era un’auto di pregio, nulla a che vedere con le carcasse che riposano in fondo al nostro lago che sono e restano inutilizzabili e che quindi, se recuperate, andrebbero solo rottamate.

Nei mesi scorsi una troupe di documentaristi si era immersa per vedere le auto che, si racconta, riposano in fondo al nostro lago ed effettivamente una cinquantina di veicoli sono stati avvistati ma potrebbero restare li per sempre a meno che qualche collezionista facoltoso non commissioni un recupero ritenendo questi veicoli introvabili.

Ma su quei fondali - come i subacquei hanno confermato - c’è davvero di tutto, dai frigoriferi alle reti dei letti, e al largo perfino un canone affondato prima del termine della guerra. Insomma, di questi rottami un buon rigattiere farebbe una piccola fortuna.

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