«Il welfare aziendale  aiuta la produttività»

«Il welfare aziendale

aiuta la produttività»

Confcommercio Lecco: un percorso formativo sul benessere

in impresa come strumento per migliorare l’efficienza

Si sa che se ci si trova bene in azienda anche la produttività migliora, ma ora le imprese che vogliono potenziare il benessere aziendale con benefici quindi anche su tutto il resto possono imparare a farlo attraverso un corso organizzato da Confcommercio Lecco, al quale ci si può iscrivere fino a martedì 6.

A parlare di “Benessere organizzativo ed efficienza aziendale” in cinque lezioni pomeridiane (date nel box in pagina) saranno i docenti Ivano Orofino e Stefania Dragoni che mostreranno fra l’altro come nei fatti la promozione del benessere organizzativo porta benefici anche ai numeri della produttività dell’impresa.

«L’idea del corso – spiega Orofino, classe 1974, educatore professionale e autore di ricerche pedagogiche – è formare i responsabili impegnati nelle aziende affinché sappiano intercettare al meglio i bisogni dei dipendenti».

L’iniziativa è quindi di certo in linea con l’espansione in atto del welfare aziendale in imprese di vari settori, ma non si tratta solo di questo: «Mentre il welfare aziendale nella sua forma più conosciuta si occupa soprattutto di costituire benefit e strumenti di agevolazione defiscalizzati per dipendenti e loro famiglie – spiega Orofino – il nostro corso ragiona su come formare la mentalità dei responsabili aziendali in modo che acquisiscano capacità di attenzione ai bisogni dei lavoratori».

Con un esempio Orofino spiega che «capiufficio o capireparto o, comunque, chi coordina fasi di lavoro in azienda imparano a sviluppare attenzione ai bisogni di welfare che sono diversi fra i vari dipendenti. Bisogni – aggiunge – che vanno dal sostegno all’istruzione dei figli all’assistenza, alla salute. Se il responsabile non è formato ad ascoltare non può promuovere una corretta logica del welfare aziendale e si finisce col dare alle persone cose che a loro non interessano. In questo modo, invece, un lavoro del responsabile è determinante per portare all’attenzione dell’imprenditore, che dovrà decidere sul welfare, cosa offrire».

Ma come si insegna l’attenzione ai bisogni? «Proporremo una serie di modi – spiega Orofino – a partire da un impianto teorico pratico oggetto di una mia pubblicazione del 2017. In tutto ciò – aggiunge – c’è l’aspetto innovativo di Confcommercio, fra i primi a proporre un percorso che fortifica questa logica. Ricordo che nel settore ci si sta muovendo in una situazione in cui gran parte degli imprenditori non sa nemmeno cosa sia il welfare aziendale. Inoltre – aggiunge Ivano Orofino - da qualche anno si stanno sviluppando piattaforme che le aziende usano per far sì che i propri dipendenti acquistino servizi utilizzando il bonus del welfare aziendale. Ma se tali piattaforme non si basano su bisogni realmente sentiti finisce che viene offerta una serie di gadget che al dipendente magari non interessano. Il nostro intervento punta a correggere tutto ciò».


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