Il piano del governo piace a metà  «Niente taglio Irpef»
Al lavoro in un’azienda metalmeccanica

Il piano del governo piace a metà

«Niente taglio Irpef»

Reazioni tiepide tra le associazioni di categoria, Gattinoni (Api): «Bene le riduzioni del cuneo fiscale», Riva (Confcommercio): «Scongiurato l’aumento Iva»

Nessuna riduzione, nel 2018, dell’Irpef come invece prevedeva la parte finale del piano triennale di riduzione fiscale messo a punto dall’ex Governo Renzi. Sì, invece, all’obiettivo di ridurre le tasse sul lavoro per un miliardo di euro «e aumentare parallelamente il reddito disponibile per i lavoratori».

Sì anche alla previsione di dedicare 10 miliardi di euro per ricapitalizzare banche in crisi, senza nuovi stanziamenti ma utilizzando la metà di quanto accantonato dal decreto salva risparmio di dicembre diventato legge in febbraio. In calo, inoltre, rispetto alle previsioni i proventi in arrivo da privatizzazioni (5 miliardi invece degli 8,5 stimati nel 2015), mentre è previsto un aumento di pressione fiscale dal 42,3% del 2017 al 42,8% del 2018-19 anche se solo per l’aumento delle aliquote Iva da clausola di salvaguardia, che comunque il Governo si impegna a non esercitare nella prossima legge di bilancio.

Sono i punti principali del nuovo Def approvato dal Governo il 10 aprile, il documento programmatico triennale che sarà presentato per l’approvazione al Parlamento nazionale, ma prima dovrà ottenere il via libera anche dal Parlamento europeo.

Alle rappresentanze provinciali d’impresa chiediamo commenti sui punti che riguardano più da vicino il mancato taglio dell’Irpef e il cuneo fiscale sul lavoro.

In proposito arriva un “no comment per ora” solo da Confartigianato, dove si preferisce «aspettare dati certi». Del resto è pur vero che il Def è stato approvato dal Governo “salvo intese”, il che significa che potrebbe ancora essere modificato. La stessa cosa vale per l’avvenuta approvazione, sempre il 10 aprile, della manovra correttiva da 3,4 miliardi chiesta dalla Commissione europea.

«C’è senz’altro un po’ di delusione sul mancato taglio dell’Irpef - afferma il direttore di Api Lecco Mauro Gattinoni - ma il montante del debito nazionale è tale da rendere poco verosimile che già in questa fase si possa riuscire ad alleggerire il carico Irpef».

Sul taglio del cuneo fiscale invece «se è vero che l’intento è volto a favorire l’occupazione di giovani e donne è un inizio buono ma insoddisfacente. E’ buono per due ragioni: primo, mentre si sta cercando di riagganciare la ripresa alleggerire il cuneo significa favorire l’occupazione. Secondo, la misura crea domanda interna e lascia più soldi ai lavoratori. Però è una misura troppo pallida visto che un miliardo di euro è troppo esiguo per far sentire il beneficio. Vedremo - conclude Gattinoni - se queste misure saranno utili a esorcizzare, com’è nelle intenzioni, l’utilizzo nel 2018 della clausola di salvaguardia che farebbe aumentare l’Iva»

Parere positivo in Confcommercio. «Noi - dice il direttore Alberto Riva - chiedevamo il taglio dell’Irpef, una promessa del Governo Renzi poi stralciata. Ma il fatto di incidere sulla riduzione del cuneo fiscale anche se su una platea ristretta di lavoratori indica una strada giusto. Così come per l’aver scongiurato dall’anno prossimo l’aumento dell’Iva, cosa che ci sembra questo Def abbia neutralizzato».


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