Il ministro Pinotti studia    il modello Fiocchi munizioni
Il ministro Roberta Pinotti (al centro nella foto) con il vertice della Fiocchi munizioni

Il ministro Pinotti studia

il modello Fiocchi munizioni

La responsabile della Difesa in visita a Lecco, Stefano Fiocchi: «Una missione concordata da tempo nell’ambito di una collaborazione che dura da anni»

Roberta Pinotti, ministro della Difesa, era a Lecco in visita alla Fiocchi munizioni.

Anche per ragioni di sicurezza, l’arrivo a Belledo della responsabile delle forze armate è stato tenuto sotto traccia: si è adottato un low profile per evitare complicazioni, anche solo dal punto di vista logistico.

«Era una visita - spiega Stefano Fiocchi, presidente dell’impresa lecchese - concordata da tempo. Il ministro Pinotti ci teneva a verificare le soluzioni produttive e tecnologiche adottate dalla nostra azienda che storicamente è fornitrice della Difesa ed ha un accordo di collaborazione industriale con il ministero». E va ricordato che, nell’ambito di questo accordo industriale, la Fiocchi munizioni e lo Stabilimento militare di Capua hanno re-industrializzato la produzione del proiettile “12,7 per 99”.

Su un fatturato 2016 di 134 milioni, l’incidenza delle forniture al mercato della difesa è attorno al 20%. Oltre che alle forze armate e di polizia italiane, la Fiocchi vende a vari governi europei, del Medio oriente e del Far East.

È quindi nel mercato delle forniture civili che l’impresa di Belledo realizza la fetta più consistente del fatturato. «In questa fase - spiega Stefano Fiocchi - la domanda sui mercati è in linea con quella dello scorso anno. Abbiamo registrato solo una leggera flessione negli Stati Uniti. È un effetto dell’elezione di Trump che ha escluso l’adozione di misure di restrizione nel mercato delle armi. Ed essendo venuta meno una simile prospettiva, non si hanno più gli acquisti-accaparramento che venivano fatti per garantirsi una riserva di munizioni».

Pur essendo un’azienda che da anni è presente su tutti i mercati mondiali, Fiocchi Munizioni resta un’impresa familiare. Da dieci anni presidente della società, Stefano Fiocchi rappresenta la quarta generazione alla guida dell’azienda. Nello stabilimento di via Santa Barbara, lavorano 652 persone, alle quali vanno aggiunti i 90 dipendenti occupati in Missouri (Stati Uniti), dove la Fiocchi produce dagli anni ’80.

Ancora numeri per definire il perimetro aziendale: 134 milioni di fatturato realizzati da Lecco, con una quota export dell’80%, e 90 milioni (questa volta di dollari) dell’unità a stelle e strisce. Investimenti che in cinque anni hanno toccato i 20 milioni. Cifre di un’azienda in salute, che è cresciuta: nel 2014 il fatturato lecchese era di 106 milioni e i dipendenti erano 400, e che ora si è stabilizzata: nel passato (2015), in questo e nel prossimo esercizio le vendite oscillano attorno a quota 130 milioni.

Per un ulteriore balzo produttivo, forse alla Fiocchi manca lo spazio fisico dove poter ampliare la produzione. E in quest’ottica, l’azienda di via Santa Barbara ha individuato a Lomagna un’area di 10mila metri quadrati (la ex Rdb) nella quale costruire un magazzino di spedizione. Ma tra bonifiche e autorizzazioni i tempi per l’operatività non sono immediati.


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