Acqua, il garante ci ripensa

Affidato il servizio a Lario Reti Holding

Acqua, il garante ci ripensa  Affidato il servizio a Lario Reti Holding

Dopo il primo parere negativo alla vigilia di Natale l’Agcm ha accettato le spiegazioni della Provincia che ha deliberato l’affidamento


(Foto by Villa Locatelli)

Approvato. L’affidamento ventennale del servizio idrico integrato (Sii) è stato deliberato ieri sera, in via definitiva, a Lario Reti Holding, con l’opposizione della Lega Nord (consiglieri Stefano Simonetti e Elena zambetti). Un’approvazione scontata dopo che era arrivato il parere positivo dell’Agcm (Autorità garante concorrenza del mercato): proprio alla Vigilia di Natale, il 24 dicembre, alla Pec della provincia di Lecco (aperta lunedì 28), l’Agcm ha infatti comunicato (dopo il primo parere negativo del 28 ottobre), di aver deciso il 22 dicembre scorso di “non voler procedere a impugnare la deliberazione 51 del 3 agosto 2015”. Ovvero quella che aveva deciso di affidare a Lario Reti Holding il servizio.

Il consigliere delegato al Sii, Anna mazzoleni, ha dato lettura della decisione di Agcm che ha spalancato le porte all’approvazione di ieri sera. Anche perché l’Agcm stessa si è detta soddisfatta delle spiegazioni date dagli uffici provinciali e d’ambito il 9 dicembre e poi il 17 e 21 dicembre.

«La Provincia di Lecco ha dato chiarimenti in ordine all’idoneità della stessa per soddisfare i requisiti legali dell’affidamento», ha scritto l’Agcm alla Provincia stessa. Tanto che, non senza un pizzico d’enfasi, Anna Mazzoleni ha commentato: «D’ora in poi si comincia a diradare la preoccupazione per tutto quanto è il campo strettamente giuridico e si comincia a operare concretamente e operativamente su ciò che è improcrastinabile e necessario, ovvero gli investimenti per migliorare la rete, diminuire la spesa energetica che è molto alta, affrontare il problema della depurazione andando ad affrontare anche i procedimenti sulle infrazioni per le situazioni che sussistono su Calco, Valle San Martino, Premana, Lecco».

Zambetti e Simonetti, però, non sono stati affatto d’accordo: «Che l’Agcm non abbia fatto ricorso non vuol dire che l’affidamento sia legittimo. Né che abbia tutti i requisiti che la legge prevede. Per questo chiediamo che a tutela di tutti sia inserita nella delibera il fatto che, qualora nei prossimi vent’anni un cambio sul profilo dei soci o una cessione o acquisizione di quote di altre società di diritto pubblico, si preveda uno stop, o una decadenza dell’affidamento. O un nuovo passaggio in consiglio provinciale».

Mazzoleni ha ribadito che in questo caso il nuovo statuto già garantisce Lrh da sorprese.


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