Il futuro dell’industria  all’assemblea dell’Api
Luigi Sabadini (a sinistra) con Maurizio Casasco, presidente di Confapi

Il futuro dell’industria

all’assemblea dell’Api

Martedì 28 giugno alle 17,30 in Camera di commercio verrà presentata una ricerca tra gli associati sull’attività manifatturiera

“Per un domani chiamato industria” è il titolo con cui Api Lecco oggi presenta la parte pubblica dell’assemblea annuale associativa, alle 17,30 in Camera di commercio.

Fra gli interventi ci saranno quelli del presidente dell’associazione lecchese, Luigi Sabadini, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Mauro Parolini e del presidente nazionale di Confapi Maurizio Casasco.

Un appuntamento importante, quello di oggi, per l’associazione lecchese delle piccole e medie industrie che, dati di una nuova ricerca alla mano, chiama a raccolta in primo luogo i suoi imprenditori ma anche i rappresentanti dell’economia, della politica e della società civile lecchese nell’intento di disegnare insieme il prossimo sviluppo del territorio.

Per l’occasione l’associazione mette a disposizione i dati contenuti in un “libro bianco” che ha realizzato in collaborazione con docenti universitari, imprenditori e rappresentanti di istituzioni locali a più livelli.

Una sorta di manifesto dell’esistente raccontato dagli imprenditori e dalle statistiche sullo stato dell’economia locale, ma anche un documento sulle idee da utilizzare «come base per dar vita a concreti progetti di cambiamento», ci dice Sabadini.

Se ne discuterà nella parte centrale dell’assemblea in una tavola rotonda moderata da Gigi Riva, direttore del Giornale di Lecco, con la partecipazione di Luciano Fasano, docente di Scienza politica all’università degli Studi di Milano, e Stefano Covino dell’Osservatorio astronomico di Brera. L’indagine è frutto di due anni di lavoro fatto per «analizzare e capire a fondo le dinamiche di base dello sviluppo manifatturiero ed economico del territorio per definire il possibile sviluppo futuro», coordinata da Fasano e composta da più parti.

Quella centrale, giocata sul campo, data dal contributo di 15 imprenditori di Api che suddivisi in tre focus group hanno analizzato il senso della loro appartenenza all’associazione e definito come vedono un nuovo modello di governance in cui spendersi in futuro in ambito Api. Altri contributi arrivano da esponenti dell’università, dell’economia (Camera di commercio e banche), del sindacato e di imprese non associate ad Api, in aggiunta alle analisi Giorgio Bigatti (storico dell’economia in università Bocconi), Stefano Covino (ricercatore dell’Osservatorio astronomico di Brera), Giuseppe Lupo (docente di letteratura italiana in università Cattolica) e Michele Brunelli (docente di storia e istituzioni delle civiltà musulmane e asiatiche all’università di Bergamo).


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