I supplenti nelle scuole

Duecento sono “ballerini”

Nominati ad inizio anno possono chiedere il trasferimento, il sindacato rassicura: «A Lecco la situazione è più stabile di altri territori»

I supplenti nelle scuole Duecento sono “ballerini”
Studenti davanti all’istituto Parini che con il nuovo anno ha tutte le classi agibili

LECCO

Ci sono 200 supplenti che potrebbero lasciare il loro posto in corso d’anno scolastico.

Supplenti che in buona parte non hanno una cattedra piena ma spezzoni d’orario, il più delle volte su un paio di scuole, e in caso di una proposta più allettante sono pronti a cambiare.

Si tratta di supplenti che non vengono solo dal sud, ma anche dalle vicine province che trovata una situazione più consona alle proprie esigenze se ne vanno.

Al momento non c’è nessuna fuga di massa nel Lecchese, però resta sempre l’imprevisto, dato che nulla vieta ad un docente di cambiare strada a metà anno scolastico.

Lo scacchiere scolastico provinciale è composto da 3.470 docenti in servizio dalle materne alle superiori, di questi 790 sono precari, pari a oltre il 22%.

Dei 790 supplenti attorno ai 200 sono stati nominati ad inizio anno scolastico per lo più tra coloro che si sono messi a disposizione, ovvero concluse le graduatorie le segreterie hanno scelto tra i nominativi che avevano fatto richiesta direttamente alla scuola. E ciascuno ha fatto richiesta in più scuole dove in corso d’anno scolastico potrebbero aprirsi nuovi spiragli con proposte più allettanti rispetto all’attuale.

Di contro però tra i docenti fissi c’è stabilità, poche le richieste di trasferimento. Nelle materne si arriva al 4%, alle elementari sono il 5,5% e alle medie e superiori sono l’8,3%.

Questo fino allo scorso anno, adesso con il via libera alla mobilità, senza più l’obbligo di dover restare per tre anni nella stessa sede, i neo assunti grazie alla “Buona scuola” sono pronti a fare le valigie.

Dei 300 docenti entrati in servizio negli ultimi due anni, la metà, 150 insegnanti, potrebbe chiedere il trasferimento in altre regioni, per lo più al sud. «Capita di avere dei movimenti in corso d’anno scolastico - dice Michela Magni, della Cgil scuola - attualmente nel Lecchese, a differenza di altre aree come Milano, c’è una situazione stabile. Qualche difficoltà sul sostegno ogni tanto si presenta».

A lei fa eco Mario Rampello, della Cisl scuola: «Ad inizio anno scolastico ci siamo trovati con 200 posti liberi, e la macchina organizzativa della scuola ha avuto molto problemi con supplenti che non si trovavano o non accettavano, adesso al situazione è tranquilla, qualche cambio c’è come ogni anno».

Giuseppe “Pino” Pellegrino, della Uil scuola fa notare: «Nel lecchese la situazione è sotto controllo, non c’è la fuga che si sta vivendo a Milano. entro fine febbraio si aprirà la mobilità e vedremo casa succederà, anche se poi i posti a disposizione al sud sono molto pochi».

Nelle grandi scuole come il Fiocchi nessun turn-over al momento. «Al rientro dalle vacanze di Natale non ho trovato trasferimenti di docenti e neppure ho dovuto cercare supplenti, salvo un paio di insegnanti influenzati – dice il preside Claudio Lafranconi – era tutto nella norma».

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