I fattorini della gig economy  A Lecco servono 19 ristoranti

I fattorini della gig economy

A Lecco servono 19 ristoranti

Deliveroo, la società che consegna pasti a domicilio è sbarcata in città

Deliveroo, società che consegna pasti a domicilio ormai in cima alla classifica del Financial Times sulle società europee cresciute di più nel 2017, è sbarcata a Lecco da poche settimane, nel pieno del confronto fra Governo e piattaforme della cosiddetta “gig economy”, altro inglesismo che ci parla di lavoretti eteroguidati da piattaforme high-tech.

Se a Lecco, 16ma bandierina messa su una città italiana dalla società fondata solo cinque anni fa a Londra dal fattorino americano Will Shu, il primo cliente dell’azienda è Mac Donald’s, l’elenco è in rapido aggiornamento e conta ad oggi 19 accordi con imprese locali della ristorazione.

Dopo l’incontro di lunedì scorso fra il ministro per lo Sviluppo Economico Luigi di Maio e le maggiori piattaforme nazionali e multinazionali del settore che operano in Italia, anche per i “rider” lecchesi (i fattorini che lavorano a cottimo sulle consegne) si annunciano cambiamenti contrattuali per una categoria a cui il Governo intende riconoscere maggiori tutele. Per farlo, secondo quanto dichiarato da Di Maio al termine dell’incontro, ci sono due strade: la prima prevede che il Governo faccia una norma che imponga quali “tutele assicurative, previdenziali, di compenso minimo e di rimborso spese” i datori di lavoro debbano applicare. La seconda ipotesi, quella che in definitiva è stata scelta come esito dell’incontro, riguarda l’apertura di un tavolo di trattativa per «costuire un nuovo modello di tutele e di contratto per i nuovi lavori». Parte dunque così il nuovo tavolo contrattuale fra rappresentanti dei riders e delle piattaforme di distribuzione «e chissà – ha detto di Maio – che ciò non porti al primo contratto nazionale della gig economy». E se il tavolo non funziona, si torna sulla prima ipotesi.

Interpellata dalla Provincia, ala termine dell’incontro con Di Maio, Deliveroo fa sapere, attraverso il general manager per l’Italia, Matteo Sarzana, che l’azienda «vuole offrire ai rider flessibilità e sicurezza e accogliamo – ha affermato - con favore l’opportunità di lavorare con il ministro Di Maio su queste priorità». Sarzana aggiunge che l’azienda offre una serie di tutele («Il lavoro ben pagato e flessibile» che i rider ci chiedono, afferma, e «coperture assicurative molto ampie»), ma, aggiunge, «vogliamo andare oltre, dando ai rider ancora più sicurezza mentre collaborano con Deliveroo, questo significa porre fine alla dicotomia flessibilità-sicurezza a cui oggi ci obbliga il diritto del lavoro», conclude Sarzana.

«Senza dubbio – afferma il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva – si tratta di una forma di lavoro a cottimo. Noi siamo a favore di qualsiasi forma che incrementi l’occupazione con attenzione a costi sostenibili per le imprese, tuttavia riconosciamo che da parte sui lavoratori serva in questo caso estendere le tutele, che se ora ci sono si tratta tuttavia di tutele molto scarse».

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