I dati choc dell’Istat  «In provincia di Lecco  più di trecento morti»
Il pronto soccorso del Manzoni dieci giorni fa, con le ambulanze in attesa: una scena che si è ripetuta spesso

I dati choc dell’Istat

«In provincia di Lecco

più di trecento morti»

Lo studio Secondo i dati ufficiali, i decessi da Covid sarebbero invece 160. Le cifre sui primi 21 giorni di marzo: 178 morti “fantasma” sui 441 totali

Potrebbero essere oltre 200 i decessi da coronavirus in provincia di Lecco nelle sole prime tre settimane del mese di marzo. Questo quanto risulta elaborando e proiettando sull’intero territorio lecchese i dati diffusi ieri dall’Istat, in merito alle persone decedute in 18 comuni del nostro territorio (pari al 47% della popolazione provinciale) dal 1° al 21 marzo 2020, in confronto con lo stesse settimane del 2019.

Un dato che, tenuto conto delle numerose morti registrate negli ultimi dodici giorni, periodo in cui si è verificato un tasso di mortalità a livello regionale tra i più alti da inizio epidemia, potrebbe superare quota 300 se esteso fino a oggi.

Si tratta di un’analisi che, con i limiti legati alle poche informazioni a disposizione, prova a dare una stima dei decessi nella nostra provincia a causa del coronavirus, in contrapposizione con i dati ufficiali (cioè con tampone effettuato e risultato positivo) che hanno certificato 41 vittime al 21 marzo e 160 a oggi. Nei diciotto Comuni che abbiamo analizzato (17 validati dall’Istat a cui si aggiungono i dati forniti dal Comune di Lecco) si sono registrati 209 decessi nei primi 21 giorni di marzo del 2020, rispetto ai 105 dello scorso anno, con un aumento del 99%. Un sostanziale raddoppio che si ipotizza possa essere primariamente dovuto ai contagi da coronavirus.

A sostegno di quest’ipotesi anche il dato suddiviso per sesso, con una crescita di decessi del 161% negli uomini e del 50,8% nelle donne, in linea con quanto si è verificato tra le vittime certificate di coronavirus.

Proiettando questi numeri sull’intera popolazione provinciale, si ottengono 222 decessi dal 1° al 21 marzo 2019 contro i 441 di quest’anno. Ben 219 morti in più che, quindi, potrebbero in buona parte essere dovute al Covid-19. Ma , ufficialmente, sono solo 41.

Passando in rassegna i dati Istat per i singoli comuni: Barzanò è passato da 2 a 7 decessi, con una crescita del 250%. Calolzio è passato da 9 a 26, con un aumento del 189% e un incremento negli uomini addirittura del 325%. Dati allarmanti anche a Costa Masnaga con una crescita del 250%, a Robbiate dove si è passati da un decesso a otto e a Verderio, da uno a nove.

Il dubbio

Il sindaco di Calolzio Marco Ghezzi invita a una lettura più prudente dei dati: «Non si sa esattamente a cosa siano dovuti i 26 decessi registrati nel nostro Comune dall’Istat - premette - Il dato ufficiale che ci è fornito dall’Ats è di 11 morti. Inoltre, per il nostro paese vengono conteggiate anche quelle persone decedute per Covid che avevano la residenza a Calolzio, ma vivevano in case di riposo della Brianza. I dati probabilmente saranno un po’ sottostimati, lo abbiamo sempre sostenuto anche noi, ma a oggi non è possibile effettuare un reale conteggio delle vittime di Covid-19. Per esempio ci sono stati decessi in paese in queste settimane per cui ho la certezza non si tratti del virus».

Il primo cittadino calolziese non reputa che numeri così importanti, con un numero di decessi addirittura più che quadruplicato negli uomini, siano dovuti alla sola vicinanza con Bergamo: «Può avere inciso, è possibile - concede - ma la gente si muove molto rapidamente, quindi non è possibile fare compiutamente queste analisi. Ora siamo concentrati a offrire servizi ai cittadini che stavano rispondendo bene ai divieti. Da ieri, però, vedo che c’è troppa gente in giro. L’uscita del Ministero sulla possibilità di fare una passeggiata è stata devastante».

Il raddoppio

Per Missaglia l’Istat ha certificato un raddoppio dei decessi nelle prime tre settimane di marzo. Al sindaco Bruno Crippa sono state comunicate dall’Ats cinque morti ufficiali per Covid: «I dati probabilmente sono sottostimati - ragiona Crippa - lo vediamo anche dal numero di persone in quarantena, rispetto a quanti sappiamo essere in isolamento volontario. Con le informazioni che abbiamo oggi è comunque difficile fare un’analisi precisa sulle cause di decesso».

Lo stesso comune di Missaglia ha effettuato una verifica sul numero di decessi: «Anche noi – continua Crippa - stiamo pagando uno scotto importante a questa epidemia. Da inizio anno ci risultano 10-12 morti in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Analizzando i dati dei comuni della nostra zona si nota che c’è un’incidenza maggiore del virus verso Paderno, quindi verso la Bergamasca».

«Stiamo fornendo l’assistenza e la consegna dei pasti a chi ne ha bisogno conclude Crippa - I cittadini rispondono bene ai divieti, la consapevolezza è cresciuta».


© RIPRODUZIONE RISERVATA