«Grande Griezmann  Un gemello di Lecco»
Antoine Griezmann esulta dopo il rigore del 2-1 per la Francia

«Grande Griezmann

Un gemello di Lecco»

Febbre MondialeL’attaccante della Francia e dell’Atletico Madrid è nato nella cittadina gemellata di Mâcon. Il sindaco Brivio: «Vedremo di sfruttare questa coincidenza e chiedere suggerimenti per fare decollare l’Italia»

La Francia ha vinto i Mondiali di calcio e c’è anche un po’ di Lecco in questo successo. Antoine Griezmann, infatti, il grande attaccante dei blues e dell’Atletico Madrid, è nato a Mâcon, la cittadina francese storicamente gemellata con la nostra città.

Il sindaco

Ne abbiamo parlato col sindaco Virginio Brivio che si è detto felicemente sorpreso della coincidenza: «In uno dei prossimi incontri con Mâcon vedremo di sfruttare questa coincidenza, magari per farci dare qualche suggerimento su come far decollare la nostra squadra di calcio. Al di là delle battute, mi sembra un particolare simpatico».

Sulla partita il sindaco non si sbilancia anche se ammette che la Croazia, al di là della sconfitta, è stata certamente la sorpresa di questi mondiali. C’è grande gioia, invece, dalla parte francese. Se ne fa testimone Roberto Sanfilippo che da tempo immemore ha la terra francese come sua seconda patria: «I giorni scorsi il mio amico Michel Ferton mi chiedeva quanti italiani avrebbero tifato Francia. Gli ho risposto una dozzina e lui è rimasto stupito perché pensava che non fossero più di cinque. Si scherzava, ovviamente, ma sé chiaro che la maggioranza degli italiani tifava Croazia per il solito odio-amore che ci lega ai francesi. Dopo la finale Michel era entusiasta anche se non è un grande appassionato di calcio. Diciamo che vincere per i francesi è in un certo senso la conferma della loro grandeur. D’altra parte penso che oggi, in Europa, la Francia sia un punto di riferimento molto importante».

La nazionale francese ha vinto ma in effetti anche a Lecco il tifo era in stragrande maggioranza per la Croazia. Purtroppo per i croati è andata male anche se una certa soddisfazione per un mondiale nel complesso straordinario c’è sicuramente. Ce lo confermano le parole di Mario Stojanovic, che abita a Lecco ma in Croazia torna spesso: «Al di là del risultato negativo della finale è stata una grande Croazia. Purtroppo un autogol ed un rigore ci hanno tagliato le gambe, ma per un’ora chi ha giocato a calcio sono stati i croati. Nell’ultimo quarto d’ora eravamo stanchi e recuperare due gol era impossibile. Bisogna rendere onore a questi giocatori che hanno dato veramente tutto».

La Croazia

Gli chiediamo da dove vengano la forza e il carattere di questa squadra: «Basta ascoltare l’inno per capire, si loda la bellezza della terra croata ma anche il carattere testardo dei suoi abitanti. Ecco, sul campo tutti hanno dimostrato questa forza caratteriale».

Domandiamo ancora a Stojanovic chi siano i giocatori che meglio rappresentino la sua nazionale: «Tutti meritano una grande applauso. Se proprio devo indicare qualche nome direi sicuramente Luca Modric, che ha anche una storia umana alle spalle molto tragica visto che suo padre è stato ucciso dai Serbi, e ancora Perisic e Mandzukic». Una nazionale tutta d’un pezzo, dunque, che tra l’altro rappresenta una nazione di soli 4 milioni di abitanti: «La vera forza di questa nazionale è la grande unità e l’amore per la patria. Ma attenzione, si tratta di un patriottismo sano. I croati hanno un grande senso dell’accoglienza, del dialogo e dello stare insieme. Quando giocano per i loro colori sanno dare tutto come si è visto in questi mondiali in Russia».


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