Gli immobili a Lecco  Aumentano i mutui
Case di Lecco viste dal campanile di San Nicolò

Gli immobili a Lecco

Aumentano i mutui

Un terzo di finanziamenti in più del 2014, ma secondo gli esperti è l’effetto delle rinegoziazioni

All’indomani della pubblicazione dei dati con cui il “Barometro Crif” (studio su una base dati 77 milioni di posizioni creditizie) ha mostrato che Lecco, con una crescita di mutui del 33% nel 2015 sul 2014, è fanalino di coda della classifica lombarda, il presidente degli immobiliaristi di Fimaa-Confcommercio, Sergio Colombo, afferma che «quel che conta è il numero di compravendite, che non è dato sapere quanto pesino in quel 33%».

A chiarire come saranno andate le cose nel secondo semestre del 2015 saranno a breve i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, tuttavia, conferma Colombo, «qualche segnale positivo si avverte anche su Lecco, ma è innegabile che le compravendite nel 2015 a Lecco abbiano segnato il passo».

A non avvertire ancora un miglioramento sono invece i costruttori di Ance il cui presidente Sergio Piazza ultimamente a più riprese ha parlato di un mercato locale “ancora fermo”.

«Il dato per ora certo – afferma Colombo – è quello per cui senza dubbio la stragrande maggioranza di quelli che vengono indicati generalmente come mutui nelle statistiche non ufficiali, come quella di Crif, in realtà sono surroghe e rinegoziazioni, mentre il dato scorporato non viene fornito».

In proposito, il dato al Crif lo abbiamo chiesto ma il servizio comunicazione ci conferma che i dati numerici non sono disponibili e che a livello nazionale Crif valuta che «complessivamente – spiega una nota - nel 2015 la domanda di mutui ha fatto segnare una crescita pari a +53,3%, sostenuta dalle condizioni decisamente appetibili offerte dagli istituti di credito e dal fenomeno delle surroghe, che continuano ad essere convenienti grazie ai bassi livelli dei tassi applicati ai nuovi mutui. Nel corso dell’anno appena concluso si è pertanto consolidato il trend di progressivo recupero della domanda di mutui ipotecari verso i volumi pre-crisi».

«Comunque – aggiunge Colombo – la nostra sensazione è che le cose stiano un po’ cambiando nel settore, si percepisce un maggior interesse ma servirà ancora almeno il primo semestre del 2016 per poter dire che di fatto la gente ha ricominciato a comprare casa».

Possibilità economiche ed erogazione di mutui a parte, il problema che tiene ai blocchi il settore è, secondo Colombo, il cosiddetto mercato di sostituzione che rimane bloccato perché «la maggior parte degli acquirenti per poter comprare deve prima vendere la sua vecchia casa, ma senza cedere sul prezzo. Sui mutui invece – aggiunge – vediamo che è in atto una bella competizione fra banche». Lo vedo - conclude il presidente dei costruttori lecchesi - dai clienti del nostro studio che prima di prendere decisioni valutano una certa serie di offerte e opportunità di condizioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA