Funivia di Artavaggio Il prefetto al sindaco:  «Servono controlli, dovete organizzarvi»
Tanta gente ammassata, anche senza mascherina, ad Artavaggio, domenica

Funivia di Artavaggio Il prefetto al sindaco:

«Servono controlli, dovete organizzarvi»

Il prefetto De Rosa ha contattato il primo cittadinio «Le forze dell’ordine non possono salire sulle funivie» Corti: «Cercheremo volontari, ma diamoci una mano»

Artavaggio si prepara a una nuova invasione di turisti per il prossimo fine settimana, con il Comune di Moggio chiamato a organizzarsi per evitare che si ripetano gli assembramenti verificatisi domenica pomeriggio alla stazione di discesa dalla funivia.

In montagna no

Sul tema interviene il prefetto di Lecco Castrese De Rosa: «Ho parlato ieri con il sindaco Corti e gli ho spiegato che non è possibile mandare un carabiniere o un poliziotto su ogni funivia. Non li possiamo mandare in montagna a controllare gli assembramenti, sia perché non li abbiamo e sia perché devono fare altre attività. Al sindaco ho detto che non è possibile scaricare il problema sulle forze dell’ordine e anche lui era d’accordo con me. Si devono organizzare in modo autonomo».

Vista la grande quantità di persone che hanno raggiunto la Valsassina lo scorso fine settimana e con tutta probabilità anche nel prossimo, si tratta di un problema non facilmente risolvibile: «Domenica si è trattato – continua il Prefetto - di gente che è andata a piedi in montagna e poi ha voluto scendere in funivia. In questo periodo il trasporto pubblico, e la funivia di Artavaggio lo è, funziona con il 50% capienza e quindi si creano le file. Anche le persone devono capire che si devono organizzare per tempo: se tutti pensano di tornare a casa dalle 17 alle 21 è normale che si formino code, come il traffico sulle strade».

Per la Prefettura la soluzione è quella di utilizzare agenti di Polizia Locale e volontari per la gestione delle code: «Non vedo altre alternative. Nel lecchese è pieno di località in montagna rinomate, dobbiamo darci una mano tutti. E figuriamoci cosa succederebbe se gli impianti da sci fossero aperti. Dobbiamo darci tutti una mano, altrimenti si rischia di tornare indietro dal punto di vista sanitario».

Il sindaco di Moggio Andrea Corti inquadra così quanto accaduto domenica, con tante persone assembrate e alcune senza mascherina alla partenza a monte della funivia:

Alla sera tutti dentro

«Il problema è che c’è stata gente che al mattino ha trovato coda ed è quindi salita a piedi e poi ha voluto scendere in funivia. Alle 19, con le temperature esterne rigide, è capitato che alcuni abbiano spinto per entrare nel locale funivia. Per questo fine settimana cercheremo di organizzarci, ma sta anche al buon senso della gente».

Il Comune pensa all’utilizzo di volontari:

«Vedremo come gestire le code per garantire il distanziamento, ma non possiamo risolvere il problema delle tante persone in quota. La funivia è funzione per norme anti-Covid con solo 20 persone a viaggio. La polizia locale domenica scorsa è stata in giro tutto il giorno per gestire anche la problematica di tutte le macchine alla Culmine. Se non è vietato poter andare in montagna e c’è bel tempo, è facile ipotizzare che arrivino molte persone. Chiederemo un supporto alla Prefettura per la gestione».


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