Formazione: «Aiutare le famiglie  a fare la scelta giusta»
Studenti impegnati in un laboratorio di un istituto professionale

Formazione: «Aiutare le famiglie

a fare la scelta giusta»

Lecco: la Provincia ha un servizio di orientamento Panzeri: «Giusto che i ragazzi seguano i loro sogni ma per gli istituti tecnici diamo un supporto importante»

«Il ruolo fondamentale, nella scelta migliore della scuola da frequentare in ottica occupazionale, è quello giocato dalla famiglia. Se un ragazzo ha un sogno da seguire è giusto che ci provi, ma se invece intende frequentare un istituto in grado di dargli la formazione più richiesta dalle aziende del territorio, la scelta da fare è quella tecnica. La Provincia, a questo proposito, ha da tempo messo un servizio di orientamento a disposizione dei cittadini».

La notizia che il nostro quotidiano pubblicava ieri in prima pagina non ha sorpreso Roberto Panzeri, direttore dei Centri per l’Impiego di Villa Locatelli, vere eccellenze – riconosciute come tali – a livello nazionale. Nel caso riportato su queste colonne, la Tmc di Cesana Brianza offre contratti a tempo anche indeterminato, ma non riesce a trovare tecnici da inserire nel proprio ciclo produttivo, proprio di una torneria meccanica di precisione.

Una lacuna che si riscontra nuovamente nel Lecchese, dove in alcuni casi c’è più lavoro che manodopera. I Centri per l’impiego lavorano anche su questo aspetto.

«Come Provincia – commenta Panzeri – abbiamo un tavolo di confronto territoriale e di coordinamento per la programmazione dell’offerta formativa. Già da anni puntiamo in particolare su percorsi della filiera tecnica coerenti con le caratteristiche produttive del nostro territorio. Abbiamo anche una percentuale di istituti tecnici professionali maggiore rispetto alla media nazionale. In questo contesto complessivo, la palla è nelle mani delle famiglie, che devono saper supportare e guidare i figli nel modo giusto».

La spiegazione è presto data. «Sacrosanto perseguire i propri sogni. Se invece si vuole puntare su una formazione mirata rispetto alle esigenze del territorio, come istituzione evidenzio quali professionalità sono più ricercate. Quindi, meglio seguire un discorso tecnico, oppure liceale con vista sull’università. Certo però che se poi, come nella telefonata che ho ricevuto un paio di giorni fa, una mamma mi dice di aver iscritto forzatamente il figlio a un istituto di tipo musicale, noi possiamo fare poco».

Per i genitori che invece scelgano di supportare diversamente i loro ragazzi, in Provincia possono rivolgersi all’ufficio orientamento e riorientamento curato dalla dottoressa Cassinelli. «Noi però siamo solo una delle agenzie formative che hanno un peso in questo percorso: ci sono poi la famiglia, la parrocchia, la scuola stessa che devono concorrere per il raggiungimento di questa consapevolezza e di questi obiettivi. Perché nemmeno decidere la propria formazione in base alla scelta fatta dal migliore amico rappresenta la soluzione ideale in prospettiva».

In ogni caso, le strutture provinciali effettuano un monitoraggio continuo della situazione, mentre le scuole stesse si stanno attivando su questa serie di percorsi, offrendo sempre maggiori opportunità al territorio sotto questo aspetto.

«Nei prossimi vent’anni il mondo delle professioni richiederà tanti ingegneri e tecnici informatici, che non avremo già formati. Quindi, anche in questo senso avremo un gap da colmare. Ma non è pensabile che la scuola possa formare solo questo tipo di figura, nonostante l’evoluzione sia pressoché certa. La cosa corretta da fare – conclude Roberto Panzeri – è insegnare ai ragazzi la capacità di tenersi aggiornati e di continuare a studiare, per restare al passo».


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