Evasione milionaria   per un diamante rosa
Il Tribunale di Lecco, la prima udienza è fissata per il 2 ottobre

Evasione milionaria

per un diamante rosa

Il prezioso era stato venduto nel 2010 a un commerciante di gioielli svizzero per la cifra di 14 milioni - Processo a carico di un meratese accusato di non aver pagato l’imposta allo Stato, sei milioni - L’udienza il 2 ottobre

Una vicenda molto intricata ed enigmatica approda al Tribunale di Lecco: il caso del “Tesoro degli Angiolillo”, una nota famiglia di Sorrento.

Il prossimo 2 ottobre comparirà in aula il meratese Marco Oreste Bianchi Milella, 60 anni, per l’accusa di evasione fiscale di circa sei milioni di euro dovuta alla vendita di uno dei pezzi considerati più pregiati della collezione Angiolillo, il “Prince Diamond”. Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Paolo Del Grosso, nell’ottobre del 2010 Milella avrebbe effettuato la vendita del diamante rosa con una trattativa con un commerciante di preziosi svizzero per un valore di circa 14 milioni di euro (19 milioni di dollari) che erano stati accreditati sul suo conto senza versare nelle casse dello Stato italiano l’imposta che avrebbe dovuto pagare, pari a quasi sei milioni di euro.

Le parti offese in questo processo risultano essere l’Agenzia delle entrate di Merate, nella persona del direttore in carica, e R enato Angiolillo junior, 60 anni di Roma, rappresentato dall’avvocato Luigi Iosa del foro di Lucera.

La vicenda

Il legame con questa seconda persona riporta al “Tesoro” che avevamo citato all’inizio dell’articolo: una collezione di gioielli, diamanti e rubini, sparita nel 2009 dopo la morte di Maria Girani Angiolillo, moglie e vedova del senatore Renato Angiolillo, storico fondatore del quotidiano “Il Tempo” di Roma.

Nel 2010 gli eredi del senatore, tra i quali il nipote Renato Angiolillo junior, avevano sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Campobasso che aveva poi avviato un processo per appropriazione indebita nei confronti del figlio di Maria Girani, il meratese Marco Oreste Bianchi Milella, e per ricettazione internazionale nei confronti di un gemmologo svizzero, che risulta essere l’acquirente della pietra preziosa.

Il processo era iniziato nel tribunale di Campobasso ma poi era stato trasferito a Roma, con la prima udienza che si è tenuto lo scorso 17 febbraio.

Secondo il capo d’imputazione il figlio della signora Girani si sarebbe impossessato del Prince Diamond e di tutta una serie di gioielli che erano di proprietà di Angelillo e che, alla morte del senatore, erano stati trasferiti nella disponibilità della signora Girani. Alla morte anche di quest’ultima, avvenuta nel 2009, i gioielli sarebbero dovuti entrare nel possesso dei legittimi eredi del senatore e invece, secondo l’accusa, il tesoro è finito nelle mani del figlio della donna, Marco Oreste Bianchi Milella.

L’indagine

Nella lente d’ingrandimento del Tribunale di Lecco e del pm Del Grosso, è poi finita la cessione effettuata proprio dal Bianchi Milella avvenuta il 29 settembre del 2010 del Prince Diamond con pagamento tramite bonifico con valuta 6 ottobre 2010 per un valore di 13.856.833 euro e una conseguente imposta evasa allo Stato per 5.959.438 euro.

La prima udienza, di fronte al giudice Salvatore Catalano il prossimo 2 ottobre in Tribunale a Lecco.


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