Ecco i buoni spesa  La gestione dei soldi  in mano ai Comuni
L’aspetto spettrale del cuore di Lecco in queste giornate di blocco totale Foto Menegazzo

Ecco i buoni spesa

La gestione dei soldi

in mano ai Comuni

Lecco I fondi non andranno direttamente ai cittadini. Via già da oggi alle domande per avere i viveri a casa. Gli aiuti alle famiglie con reddito netto sotto i 500 euro

Pacchi viveri consegnati a domicilio: lo domande si possono inviare già da oggi. Si mette in moto la macchina lecchese del sostegno alimentare, che sarà poi di fatto operativa dall’8 aprile prossimo. Nessuna distribuzione di buoni spesa, insomma: i 256mila euro erogati dal governo per il capoluogo (due milioni circa invece il finanziamento all’intero territorio lecchese) saranno subito convertiti in acquisto diretto da parte dell’ente di generi alimentari, distribuiti poi secondo le esigenze a tutte le richieste che verranno accolte. «Abbiamo preso le mosse dall’ordinanza del dipartimento di Protezione civile - spiega l’assessore al Welfare di Lecco, Riccardo Mariani – abbiamo preso un paio di giorni in più proprio per coordinarci al meglio con l’ambito distrettuale e cercare una lettura il più possibile omogenea sul territorio. Il risultato è che ogni Comune avrà le sue specifiche, ma dentro una cornice unitaria frutto di una condivisione tecnica e istituzionale».

Le regole

Quanto alle regole del Comune di Lecco, è già tutto nero su bianco. La domanda è consentita ai nuclei famigliari con introito di qualsiasi natura (cassa integrazione ordinaria e in deroga, stipendi, pensioni, pensioni sociali, pensione di inabilità, reddito di cittadinanza, contributi connessi a progetti personalizzati di intervento, altre indennità speciali connesse all’emergenza coronavirus eccetera) presunto per il mese di aprile non superiore a 500 euro, al netto delle spese di affitto, mutuo, utenze e in difficoltà per gli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica.

Dal momento che il fondo stanziato dal governo prevede comunque una cifra fissa (si parla di 256mila euro per il capoluogo), le domande passeranno poi da una griglia ulteriore, che le riclassificherà sulla base del numero di componenti del nucleo familiare (3 punti per ogni componente il nucleo famigliare), la presenza di bambini fino a 3 anni nel nucleo familiare (6 punti), la presenza di soggetti affetti da patologie croniche che non danno diritto ad assegno o pensione (6 punti).

Proprio per questo, il buono spesa varierà a seconda della composizione del nucleo familiare (risultante dall’anagrafe comunale): 100 euro per ogni componente, elevato di 50 euro per la presenza di minori fino a tre anni, fino a un massimo 650 euro.

Le modalità

La domanda dovrà pervenire esclusivamente tramite posta elettronica ([email protected]) oppure mediante richiesta telefonica da effettuarsi da lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle ore 12 al numero 0341.481235.

«Ci troviamo di fronte a scenari inediti – prosegue Mariani - abbiamo cercato di semplificare il più possibile l’accesso a queste misure, ma ovviamente, su indicazione di Anci nazionale e lombarda, anche di adottare delle griglie di accesso che consentano a tutti di comprendere chiaramente quali siano i requisiti sociali e di carattere economico».

«La delibera che abbiamo varato individua i destinatari del provvedimento e le valutazioni della verifica, l’importo e le modalità di assegnazione - prosegue - I compiti sono già chiaramente distribuiti: il Comune provvederà alla raccolta delle richieste, già possibile fin da oggi, mentre l’operatività del servizio sarà poi a partire dall’8 aprile. Le tessere prepagate non saranno direttamente nelle mani dei cittadini, ma pagheranno direttamente l’acquisto di viveri presso le attività che si sono rese disponibili in questi giorni. Operazione, quest’ultima, che sarà presa in carico con l’aiuto della cooperativa Girasole».

Il Terzo settore

«Infine – conclude l’assessore - i pacchi viveri così formati saranno consegnati direttamente a domicilio anche grazie al contributo dei volontari della filiera lecchese del Terzo settore».


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