Dubbi sui negozi dell’ex Deutsche  Un’opportunità, no una minaccia
Il palazzo dell’ex Deutsche Bank potrebbe presto essere riconvertito per ospitare spazi commerciali

Dubbi sui negozi dell’ex Deutsche

Un’opportunità, no una minaccia

Il confronto sul progetto di riqualificazione dell’edificio di piazza Garibaldi
Riva: «Potrebbe essere un’occasione di sviluppo», Ciresa: «No, era meglio il municipio»

«Abbiamo già chiesto un incontro con l’Amministrazione comunale per avere chiarimenti. Solo quando avremo ottenuto tutti i chiarimenti potremo prendere una posizione».

Alberto Riva, direttore di Confcommercio, non si sporge oltre sul progetto di riqualificazione dell’ex palazzo Deutsche Bank che si apre sui piazza Garibaldi e su piazza Affari.

Progetto che parla di una struttura commerciale di medie dimensioni, molto probabilmente non alimentare, spazi per negozi, per attività artigianali e uffici.

La società “Lariana iniziative immobiliari Spa” ha presentato il progetto in Comune. Giovedì la presa d’atto formale della giunta, ora verrà avviata l’istruttoria tecnica per l’approfondimento.

«Solo dopo che avremo visto il progetto potremo esprimerci. Certo potrebbe essere una buona occasione per lo sviluppo della città. Potrebbe e sottolineo potrebbe, perché ancora non abbiamo le notizie necessarie ad approfondire», conclude Riva. Una proposta che potrebbe rivitalizzare il centro città.

In particolare, il progetto prevede l’inserimento nella ex sede dell’istituto di credito di una pluralità di funzioni e destinazioni d’uso, tra cui l’aumento dell’offerta commerciale con esercizi di vicinato e di ristorazione.

«Il progetto potrebbe essere l’occasione di rilancio della città, e soprattutto del centro. Lasciare una struttura così bella e ampia chiusa non porta nulla - rimarca Giuseppe “Peppino” Ciresa, storico commerciante e già presidente di Confcommercio -. Di negozi e ristoranti in città ce ne sono già vari, ora bisognerà vedere cosa si propone concretamente e soprattutto il progetto va letto sulla base delle reali risposte che la città potrebbe dare. Resto dell’idea che sarebbe stata la sede ideale per il municipio, accorpando così tutti i servizi in un unico polo, in centro città».

Città che ancora non è turistica, al di là delle tante parole spese, commercio e turismo non riescono a diventare l’alternativa concreta alla vocazione industriale del territorio.

Ciresa non nasconde qualche interrogativo sulla «struttura commerciale di medie dimensioni non alimentare, bisognerà vedere se ci saranno attività interessate ad investire».

E di marchi interessati, soprattutto nel low-cost, ce ne saranno parecchi, visto che ormai le grandi catene cercano costantemente aree dove insediarsi, ancor meglio se in centro città.

“H&M” ma anche altre catene hanno aperto nel salotto buono,e alla fine hanno generato un giro d’affari per tutti, portando gente e facendo girare potenziali clienti.

E restando in tema di negozi low-cost sta per aprire all’Isolago, negli ex locali di Prenatal, la catena Tiger, colosso danese di oggettistica economica.

Confcommercio attende un incontro con il sindaco Virginio Brivio per approfondire il progetto.

Progetto che potrebbe essere la carta vincente per la città. In passato si era parlato anche di destinarlo ad albergo, ma poi l’ipotesi era stata accantonata.


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