Dai Ragni un chiodo in regalo

ricordando la Patagonia

Sul palco anche due alpinisti. A Sepúlveda un chiodo usato nella spedizione del 1974. Pure il Resegone protagonista

La Patagonia e il Resegone. Un ragazzo che si avvicina alla letteratura. Uno studente dell’Istituto nazionale che con occhi voraci vuole scoprire il mondo leggendo le opere di uno scrittore che parla di quella terra ruvida che è la Patagonia e ascolta le parole del professore di letteratura che gli fa scoprire Alessandro Manzoni e “Los novios” (“I Promessi Sposi”). Luis Sepúlveda e il mondo della montagna lecchese sono incredibilmente vicini anche se sembra impossibile.

E’ un colpo di fulmine nato quando lo scrittore cileno frequenta i banchi delle superiori e affamato di letteratura inizia a scoprire un autore che parla della Patagonia e della Terra del Fuoco, luoghi alla fine del mondo che lo attraggano per la loro durezza. Proprio per conquistare quelle montagne, quando Sepúlveda era un giovane uomo, da Lecco parte una spedizione dei Ragni della Grignetta per arrivare in cima alla montagna impossibile, il Cerro Torre. Era il 1974 e Pino Negri, Danilo Chiappa, Mariolino Negri e Casimiro Ferrari arrivavano in vetta sulla montagna più dura della Patagonia. Per chiudere il cerchio che lega Sepúlveda al mondo della montagna lecchese sul palco del Sociale sono saliti due rappresentanti dei Ragni della Grignetta di ieri e di oggi. Quel Mariolino Conti che conquistò il Cerro Torre 41 anni fa e Matteo De Zaiacomo, uno dei più promettenti Maglioni rossi del presente. Gli alpinisti, emozionati, gli hanno donato un chiodo usato in Patagonia nella spedizione del 1974 con dedicata, il libro con la storia dei Ragni della Grignetta e un quadro con ritratte alcune montagne patagoniche e le vie scalate dai lecchesi.

Ma non c’è solo la Patagonia nel destino che lega Lecco e Supúlveda, c’è anche un po’ di Resegone grazie a un suo professore del liceo: “Un professore molto preparato – racconta lo scrittore sul palco del Teatro Sociale di Lecco – un uomo molto sensibile che si emozionava leggendo e ci coinvolgeva molto in quello che ci faceva scoprire. Un giorno ci parlò di Alessandro Manzoni e del suo libro più importante “Los novios” in cui per la prima volta si rompevano gli schemi classici e si parlava in un romanzo storico delle persone umili, normali, non delle figure di primo piano. Manzoni, insieme a un altro paio di autori inglesi, portò la letteratura nella modernità”. Così 50 anni fa l’autore sudamericano scoprì il nostro territorio e il Resegone dell’ “Addio ai monti” di Lucia. 
Anna Masciadri


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