«Da Fincantieri in giù  Tra Italia e Francia tanti affari»
Il mercato francese è tra i più importanti per il tessuto economico del nostro territorio

«Da Fincantieri in giù

Tra Italia e Francia tanti affari»

Lo stato dei rapporti preoccupa le imprese, Daniele Riva: «Le aziende temono ricadute negative», Luigi Sabadini: «C’è un sistema economico da tutelare»

L’alta tensione che sta caratterizzando i rapporti tra Italia e Francia sta creando non poca preoccupazione anche nelle nostre aziende, per le quali il mercato francese è tra quelli più importanti in termini di export.

Il riferimento è al botta e risposta che ha visto protagonisti i vicepremier italiani Salvini e Di Maio e il Governo transalpino, dai toni tutt’altro che amichevoli.

«È chiaro che questa situazione preoccupa seriamente chi esporta in Francia – è il commento di Daniele Riva, presidente della Camera di Commercio e di Confartigianato -. È ovvio che ogni dichiarazione che mette in crisi i rapporti tra gli Stati è infelice. Pure i francesi hanno sparato a zero su di noi, ma questo non giustifica che i nostri vicepremier facciano affermazioni da bar, perché il loro ruolo dà a certe frasi una risonanza cui possono seguire conseguenze inimmaginabili. Però questa è l’impronta dell’attuale Governo: forse non si è capito che a certi livelli alcune battute vanno evitate o vanno fatte con i dovuti modi».

In sostanza, quindi, «un po’ di timore c’è, come per chi opera sul mercato inglese. Perché si temono ripercussioni negative».

Posizione analoga per il presidente di Api, Luigi Sabadini. «Sul piano bilaterale, le relazioni tra Italia e Francia sono a rischio su parecchi argomenti, dall’immigrazione alle frontiere. Ma bisogna ricordarsi che questo deterioramento ha effetti anche economici. Basti pensare che il trattato franco-tedesco di Aquisgrana ci ha esclusi. Il problema non sono i singoli episodi che l’attuale governo lancia in questo clima di campagna elettorale, quanto il fatto che si tratta di provocazioni rivolte all’Europa. E il rischio è di sfasciare il sistema economico che invece per le aziende rappresenta mercato interno: è un pericolo che non possiamo correre, perché espongono anche le imprese di minori dimensioni, che invece con l’Europa, comprese soprattutto Francia e Germania, hanno bisogno di lavorare».

Al di là del fatto contingente, ha continuato, «gli effetti sul lungo periodo rischiano di essere ancora più gravi. Il timore delle aziende è che vengano compromesse le regole del gioco, le relazioni. Si pensi a Fincantieri: partendo da giganti dell’economia europea, le conseguenze sono arrivate a riversarsi anche sulle aziende minori».

Dal canto suo, il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva, rimarca che «qualunque dissidio con i nostri partner europei non può certo fare bene al sistema delle imprese a maggior ragione se, come in questo caso, stiamo parlando di un Paese manifatturiero che è un partner importante per la aziende italiane e del nostro territorio. Soprattutto in questo momento l’Europa ha bisogno di restare unita per essere più forte. Per questo confidiamo che ogni tipo di dissapore si possa risolvere in fretta».


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