Comprava orologi di lusso

con assegni “smarriti”

Condannato a tre anni

Tra le gioiellerie vittime della truffa anche la De Pascalis di Lecco

Comprava orologi di lusso con assegni “smarriti” Condannato a tre anni
La gioielleria De Pascalis di via Cavour a Lecco

Tre anni di reclusione per Giuseppe Matteo Corti, 40 anni, residente a Mandello, ritenuto l’autore di due truffe ad altrettante gioiellerie, una milanese e l’altra niente meno che la De Pascalis di via Cavour, la più blasonata della nostra città. Corti aveva sostanzialmente acquistato orologi di grande pregio per una cifra complessiva di 14.100 euro, utilizzando proprio assegni che egli stesso denunciava ai carabinieri come smarriti.

Il primo episodio era avvenuto il 5 marzo 2014 alla “Clessidra” di viale Monza a Milano e la storia è stata raccontata ieri in aula dal titolare Daniele Di Pace, 47 anni: Corti, già conosciuto per alcuni acquisti precedenti, quel giorno verso le 16 si presentò in negozio acquistando un orologio Jaeger Lecoultre del valore di 3300 euro e pagando con un assegno che una volta portato in banca è stato respinto proprio perché Corti ne aveva denunciato lo smarrimento. Di Pace ha cercato di contattare Corti senza però riuscirci e il 17 marzo ha presentato la denuncia.

Il secondo episodio alla De Pascalis, il 9 maggio dello stesso anno. Anche alla De Pascalis, Corti era conosciuto perchè in precedenza aveva acquistato un orologio pagato con un assegno regolare e altri preziosi di valore minore pagando in contanti. Quel 9 maggio, Corti comprò un Rolex e un Panerai del valore complessivo di 10mila e 800 euro. A Davide De Pascalis disse di avere dimenticato gli occhiali e se fosse stato così cortese di compilare l’assegno con data, beneficiario e cifra. Corti si limitò ad apporre la firma la quale peraltro non corrispondeva con la propria firma autentica e quindi con quella depositata alla banca. E anche in quel caso, l’assegno venne respinto dall’istituto di credito e la gioielleria sporse denuncia. La particolarità sta inoltre nel fatto che, nel caso di Milano, Corti denunciò lo smarrimento di un assegno in bianco il giorno dopo la visita alla gioielleria, mentre per la vicenda lecchese la denuncia era già stata presentata ai carabinieri prima di recarsi da De Pascalis. Quando partirono le indagini, i carabinieri di Mandello effettuarono una perquisizione a casa di Corti ritrovando il libretto dal quale erano stati staccati gli assegni incriminati. E vi erano ancora le matrici che attestavano le spese effettuate nelle due gioiellerie.

Il pubblico ministro Mattia Mascaro ha chiesto la condanna del mandellese a tre anni di reclusione, richiesta alla quale si è associato l’avvocato di parte civile Francesco Facchini per De Pscalis chiedendo, oltre al pagamento degli orologi, un risarcimento del danno morale non inferiore ai 10mila euro. L’avvocato difensore di Corti, Roberto Corbetta, ha chiesto l’assoluzione o il minimo della pena. Il giudice Enrico Manzi ha deciso per i tre anni di reclusione, l’interdizione dai pubblici uffici per cinque, il risarcimento e il pagamento delle spese processuali.

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