Centocinquanta firme per il “Mandic”  I sanitari si mobilitano
Una lettera con 150 firme in calce a favore del Mandic

Centocinquanta firme per il “Mandic”

I sanitari si mobilitano

Nuova presa di posizione di medici e infermieri Nella lettera inviata in Regione chiedono rassicurazioni Temono che il presidio venga lentamente ridimensionato

Petizione pro Mandic a Regione Lombardia, Asst di Lecco e Ats per avere sicurezze sul futuro del presidio ospedaliero. Sono oltre centocinquanta le firme di medici e infermieri in calce al documento subito inviato per condivisione ai sindaci del territorio.

Le motivazioni

A spingere i sanitari a promuovere l’ennesima petizione, «dubbi» e «timori circa il futuro del nostro ospedale».

Anche e soprattutto perché «sono ormai molti anni che, nonostante le scarse e deboli rassicurazioni delle diverse dirigenze che si sono susseguite alla guida di Asst Lecco, assistiamo ad un lento e inesorabile indebolimento della nostra struttura ospedaliera».Segue l’elenco degli interventi di ridimensionamento in atto. I sanitari ricordano «chiusure (chirurgia pediatrica), spostamenti di servizi da Merate a Lecco (farmacia, medicina trasfusionale, anatomia patologica, microbiologia, allergologia), riduzioni di attività di reparti e servizi ( attività amministrative, emodinamica, elettrofisiologia, attività operatoria , auto medica)». Cui si aggiungono i trasferimenti, «quasi sempre unidirezionali da Merate a Lecco per sopperire alle carenze di organico», per non parlare delle «assegnazione dei ruoli dirigenziali praticamente riservate a dipendenti in servizio presso l’ospedale di Lecco che poco conoscono e poco sono interessati al presidio meratese».

Obiettivo della petizione è fare in modo che, d’ora innanzi, la «direzione dell’Asst di Lecco, insieme alla direzione di presidio, operino per una migliore collaborazione tra i due presidi a partire dal riconoscimento della pari dignità, dello sviluppo e valorizzazione sia delle strutture che dei professionisti per ritornare ad erogare servizi di eccellenza ».

Il futuro

A Merate temono che, i cambiamenti attuati per combattere la pandemia ancora in corso, possono essere confermate anche in seguito. Per questo, a Merate affermano di essere «particolarmente preoccupati per la possibilità (e l’intenzione) di riaprire o riportare a regime, reparti e servizi chiusi, o ridotti, causa pandemia tra cui l’attività operatoria nel pieno delle sue potenzialità, la riapertura del reparto di psichiatria, la riapertura della stroke unit presso il reparto di Neurologia, il ritorno a pieno regime della pediatria e il ritorno ad attività di elettrofisiologia ed emodinamica ai valori iniziali».


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