«C’è un gradino, per me il treno è vietato  E anche la sala d’attesa è inaccessibile»
Giovanni Pili davanti alla porta del treno sul quale non può salire

«C’è un gradino, per me il treno è vietato

E anche la sala d’attesa è inaccessibile»

Costa Masnaga, Giovanni Pili, 41 anni, racconta le barriere che ostacolano

i disabili in stazione

Andare a Lecco, a Monza o a Milano in treno dalla stazione di Costa Masnaga? Impossibile se sei un disabile. Questa la denuncia del masnaghese Giovanni Pili, conosciuto da tutti in paese come Jimmy.

Jimmy, 41 anni, lavora a Mariano Comense come sviluppatore informatico ed è membro attivo delll’associazione Unione italiana lotta alla distrofia muscolare sezione di Como.

«Per andare al lavoro prendo il treno a Merone o a Erba, dove grazie ai fondi di Expo ammodernarono negli anni scorsi le stazioni, rendendole molto efficienti – spiega Jimmy – Da Costa Masnaga, invece, potrei andare a Lecco, a Monza o a Milano Garibaldi, visto che da qui passa la linea suburbana S7, meglio nota come Besanino. Peccato però che il treno non è accessibile a persone come me. Se voglio andare a vedere il lungolago di Lecco in treno, non posso».

Numerosi i disservizi alla stazione masnaghese: niente servizi igienici, sala d’attesa inaccessibile per chi è in carrozzina (troppo stretta e con un alto gradino), più la bellezza di 30 centimetri in altezza tra la banchina e l’accesso al treno, 30 centimetri che rendono impossibile a Jimmy di salire.

«Questa era una delle stazioni più importanti in passato per la presenza della Rsi – continua – A mio avviso già anni fa doveva essere adeguata, ma non è mai stato fatto nulla. In passato chiamai Trenord per chiedere come potevo fare per prendere il treno da Costa a Lecco. Mi dissero che i trabattelli ci sono, ma che la stazione non si prestava per questo servizio. E questo non succede solo alla stazione masnaghese, perché quando domandai quale fosse la stazione più vicina con un trabattello o del personale che potesse aiutarmi, non seppero rispondermi. Lasciai cadere la questione, ma ora nel 2019 mi auspico che facciano qualcosa. Ci vorrebbe fisicamente un capostazione che muove il trabattello, ma non essendoci neppure il capostazione il treno è inaccessibile per me». Da qui la scelta di Jimmy di tornare alla carica e andare fino in fondo, nella speranza che qualcosa possa muoversi il prima possibile. «Con la nostra associazione mi occupo di temi sociali, come l’integrazione dei ragazzi disabili negli ambienti scolastici e lavorativi – puntualizza –. È fondamentale tenere alta l’attenzione sul trasporto, perché non tutte le persone in carrozzina possono guidare la macchina o hanno qualcuno sempre a disposizione».

L’appello di Jimmy: «La mia speranza è che chi di dovere si muova e faccia qualcosa per risolvere questa situazione. È necessario che il treno sia accessibile a tutti – conclude – Nel 2026 ci saranno le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, magari può essere uno stimolo per finanziare un ammodernamento a misura di tutti delle nostre stazioni. Da Milano per andare in Valtellina si passa anche dalla nostra Brianza e da Lecco. Mi aspetto un segnale forte».


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