Casargo, Torna l’idea di un biennio   «Stavolta puntiamo sull’industriale»
Le aule del biennio sarebbero alloggiate al Cfpa di Casargo

Casargo, Torna l’idea di un biennio

«Stavolta puntiamo sull’industriale»

Il tentativo di far partire una succursale del Parini non aveva riscontrato interesse Il sindaco: «Ci riproviamo cambiando indirizzo». L’ipotesi risolverebbe il problema dei numeri

Aprire un biennio di scuola superiore a Casargo evitando agli studenti della Valsassina di doversi spostare ogni giorno fino a Lecco, togliere traffico dalla strada, far vivere il territorio e salvare l’istituto comprensivo di Premana. Comprensivo che si trasformerebbe in omnicomprensivo aggiungendo alle materne, elementari e medie il biennio della superiore, recuperando così l’autonomia ed avendo un proprio dirigente sempre presente. La proposta torna in auge.

Gli spazi ci sono

Le aule del biennio potrebbero trovare spazio in alcuni locali del centro di formazione professionale alberghiero, oppure in un’altra struttura a Casargo o a Premana, ancora da definire.

Nel 2019 la prima prova non era andata bene perché «eravamo partiti con l’idea di creare un biennio di scuola superiore ad indirizzo commerciale in accordo con l’istituto Parini di Lecco, ma non si era trovata la giusta sinergia e condivisione del progetto - spiega Elide Codega, sindaco di Premana -. Inoltre l’indirizzo commerciale non era tra i più gettonati. Di mezzo si è poi messa la pandemia che ha bloccato la possibilità di rivedere la proposta sia per lo scorso anno scolastico che per quello che sta iniziando. L’idea ora sarebbe quella di creare un nuovo progetto con un indirizzo più tecnico industriale che potrebbe trovare un buon numero di iscrizioni».

Un progetto che al momento è in embrione.

«Il biennio di scuola superiore sarebbe una risorsa per il nostro territorio - sottolinea Antonio Pasquini, sindaco di Casargo - l’impronta industriale potrebbe avere maggiori consensi considerato anche il tessuto imprenditoriale locale. Abbiamo in agenda di fare una valutazione su quanti potrebbero essere i potenziali iscritti, e poi di valutare l’incontro con una o più scuole superiori per collaborare all’attivazione del biennio. Oggi non possiamo fare previsioni sulle tempistiche ma abbiamo già chiesto all’Amministrazione provinciale di mantenere il biennio nelle piano dell’offerta formativa considerato che vogliamo attivarlo appena possibile».

Comprensivo debole

Il biennio permetterebbe anche di risolvere il problema del comprensivo di Premana, che con i suoi 290 alunni da anni è sottodimensionato e rischia di sparire, ed essere assorbito dal comprensivo di Cremeno o da quello di Colico.

L’unica salvezza è quella di implementare gli iscritti in attesa che il Ministero, come previsto, riveda i criteri dell’autonomia. Attualmente una scuola superiore o un comprensivo per essere autonomi devono avere almeno 600 iscritti, ridotti a 400 per le realtà di montagna, con la nuova normativa si passerebbe a 500 alunni per mantenere l’autonomia e a 300 per le realtà di montagna. Valori che salverebbero l’autonomia del comprensivo di Premana a cui fanno capo la materna di Margno, le elementari di Casargo e Premana, e la media di Premana.

Con l’aggiunta del biennio di scuola superiore il comprensivo di Premana diventerebbe ancora più forte.


© RIPRODUZIONE RISERVATA