Brivio. Auguri Electro Adda  «Il nostro motore è la passione»
La famiglia Riva: da sinistra Giacomo Riva, Tullio Riva, Pietro Riva, Gianni Riva, Lorenzo Riva, Franco Riva, Federica Russo e Maurizio Russo

Brivio. Auguri Electro Adda

«Il nostro motore è la passione»

A Brivio la festa per il 70° anniversario dell’azienda che oggi produce 30mila pezzi l’anno. Presidente è Lorenzo Riva, anche a capo di Confindustria

Si è svolta ieri la festa per i 70 anni della Electro Adda di Brivio, il cui presidente Lorenzo Riva è anche presidente di Confindustria Lecco e Sondrio ed ha ricevuto a sorpresa una targa dal vicepresidente Emilio Mottolini.

Riva ha detto che «la passione, questa parola che abbiamo sentito molte volte, è quella che ogni mattina in cui arrivo a Beverate vedo sui vostri volti, quelli di tutti i dipendenti che ogni giorno fanno andare avanti questa azienda».

«Magari - ha aggiunto Riva - bisogna fermarsi qualche volta alla sera o al sabato, ma siamo sempre andati avanti anche durante momenti di tensione e scioperi. Luigi e Antonio, i nostri padri, decantavano i nostri motori, che sollevavano pesi, muovevano le navi, sembrava che muovessero il mondo, quando li descrivevano ai clienti, e quella passione l’abbiamo assorbita fin da piccoli».

Lorenzo Riva si è emozionato, sia per la ricorrenza sia per il ricordo dei due fondatori, Antonio e Luigi Riva. «Beverate è una realtà molto diversa da Lecco, ma ricordo che i nostri fondatori si preoccupavano dei dipendenti e delle loro famiglie, tutti insieme costituivano una grande famiglia come quella che abbiamo oggi. È in quegli anni che abbiamo imparato la dedizione al lavoro e la passione per i prodotti che facciamo, e sono 30 mila motori all’anno».

Riva ha ricordato la crisi ed i problemi degli anni Ottanta che «ci hanno costretto a chiudere la Elettromeccanica Lecchese. Sono stati giorni drammatici, ma volevamo continuare e non essere sconfitti e ce l’abbiamo fatta».

C’è poi stata la crescita degli anni Novanta e l’apertura delle filiali in Romania e Cina, l’introduzione del metodo Toyota e poi oggi le nuove procedure dell’industria 4.0. «Mi piace pensare così alla nostra azienda, come una grande famiglia, visto che la Electro Adda di oggi è il risultato del lavoro di 1000 persone che si sono succedute nel corso degli anni. E soprattutto della tenacia, determinazione e intuizione di Antonio e Luigi Riva. Il sogno dei nostri fondatori è il risultato che vediamo oggi». Ci sono poi stati gli interventi dei rappresentanti istituzionali, come Virginio Brivio, sindaco Lecco: «Le aziende del nostro territorio sono molto legate al proprio background ed alle famiglie che vi lavorano - ha detto - Istituzioni e imprese, al di là dei confini amministrativi, hanno un destino comune. Ed assieme possono rinforzare l’economia del nostro territorio. Andare all’estero non vuol dire rinunciare alle proprie radici, anzi, sguardi ampi e radici solide sono indispensabili».

Brivio ha poi consegnato una targa a Riva, assieme ad un francobollo del 1948, quando nasceva la Costituzione. È intervenuto anche il presidente della Provincia Flavio Polano, che ha ringraziato ed ha voluto sottolineare il valore dell’aggregazione «portata da questa azienda tra le famiglie dei titolari e dei dipendenti. I valori dell’innovazione rappresentano lo spirito imprenditoriale di una famiglia, di un territorio e di tutta la Lombardia. Ci si deve rivolgere all’estero ma bisogna restare sul territorio, la tentazione dì andarsene c’è, per crisi e burocrazia eccessiva, ma voi avete scelto di restare, quindi un grazie, rimanete qui, rappresentate i valori di una family company».

Daniele Riva, presidente della Camera di Commercio di Lecco, in segno di amicizia istituzionale ha detto che la Electro Adda rappresenta un modello per il territorio di una azienda: «Dobbiamo ricordarci che la manifattura porta avanti l’economia della zona. Non mi scandalizzo se qualcuno delocalizza, ma se porta tutto all’estero dopo aver ricevuto contributi». L’azienda ha poi voluto premiare i figli delle famiglie dei dipendenti che più si sono distinti nei tre ordini di scuole, elementari, medie e superiori.


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