«Bione, apertura riniviata   ma di soli sette giorni»
Lavori in corso al Bione, a breve riprenderà il cantiere della pista di atletica

«Bione, apertura riniviata

ma di soli sette giorni»

L’assessore Nigriello garantisce sulla data: «Cerchiamo di venire incontro ai gestori sui problemi. Ma non va scordato che questo è un servizio pubblico»

Bione aperto il 15 giugno o il 22? Oramai sembra scontato: il 22. Forse. A ieri, infatti, in Comune non era arrivata nessuna comunicazione da parte del gestore, InSport, e pertanto gli uffici comunali hanno inviato una Pec in cui si ribadiva quanto il Comune è disposto a fare nei loro confronti, anche in termini economici, e nella quale il Comune ha ribadito che il centro sportivo debba essere riaperto.

Ma in quanto a risposte, fino a ieri pomeriggio, nessuna. L’assessore allo sport Roberto Nigriello, però si dice tranquillo: «In caso non si aprisse il 22 verranno messe in atto le penali previste dal contratto. Ma l’obiettivo comune, nostro e della gestione, è riaprire il centro. Lunedì 8 ci siamo incontrati io, il segretario De Martino, il dirigente dello Sport Gatti e il responsabile del servizio Malighetti, e dall’alto lato c’era il consulente della società Menga e altre due persone dello staff di InSport». Il problema qual è? Nigriello spiega: «Noi avevamo spinto per il 15 giugno ma loro ci hanno rappresentato difficoltà complessive nel riaprire il centro, anche strutturali. Alché gli abbiamo concesso un’altra settimana, ma non di più. Sull’area esterna non ci sono problemi strutturali ma di organizzazione di spazi, fermo restando che quasi tutte le attività associative sportive sono ferme, anche se qualcuno vorrebbe riprendere ad allenarsi, come il rugby».

Le aree interne sono più complicate: «Quello che non si potrà riaprire subito per interventi strutturali per il contrasto del Covid sarà loro cura presentarci un progetto per dirci cosa vada sistemato. Bisogna capire quali tipi di lavori fare, oltre al ricircolo dell’aria in piscina. Non abbiamo posto obblighi di aprire il centro sportivo in blocco anche perché il lato economico è gravoso».

Il Comune si è fatto avanti anche in questo senso: «Abbiamo proposto un accordo che prevede la disponibilità di togliere l’incasso del canone annuo due annualità da 23mila euro complessivi circa; e siamo disponibili a riconoscere le spese sostenute nei tre mesi di lock-down. Non costi del personale né dell’Iva ma delle utenze». Nigriello aggiunge: «Abbiamo offerto anche la disponibilità da parte del Comune di Lecco di ospitare i centri estivi, quelli che si potranno fare, a spese del comune stesso. Ovvero pagheremmo noi l’utilizzo. E la fase di start-up, di sanificazione, di manutenzione, per riaprire e riattivare il centro, siamo disponibili a sostenerne almeno il 70%di queste spese».

Ma la loro paura potrebbe essere di non poter rientrare delle spese di personale e varie con sole 30-40 persone contemporaneamente in vasca. «Il punto è un altro: il centro sportivo ha anche sala fitness, palazzetto e le strutture dei quattro campi da calcio e da basket dei quali due coperti. C’è il problema della piscina, ma ammettiamo anche delle aperture dilazionate, fermo restando che il centro va aperto tutto nel più breve tempo possibile. Tenendo conto dei lavori, eventualmente, da fare».

Ma una cosa è certa: «Entro il 22 abbiamo intimato il centro perché stanno gestendo un servizio pubblico. Non regge solamente la questione economica, per noi: molti sono anche abbonati e per loro i soldi sono già stati incassati. C’è comunque una flessione normale in estate». Tutte le piscine del Lecchese hanno già aperto: «Lo stesso Insport ha aperto in altri centri che gestisce. Ma il Bione ha altri problemi dati dalle ultime direttive da Regione Lombardia».


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