Bertacchi, la rabbia

di studenti e genitori

Il trasloco del Manzoni: dopo il veto del preside si allarga la protesta per la cessione dell’area - I ragazzi: «Indignati per non essere stati informati»

Nel tardo pomeriggio di domani, lunedì, Amministrazione provinciale e Comune di Lecco si incontreranno a villa Locatelli per un confronto, a porte chiuse, sul futuro trasloco delle sedici classi del liceo classico e linguistico Manzoni di via Ghislanzoni. Un trasloco che non ha ancora trovato una sede, e anzi ha portato a una polemica sempre più vivace con l’istituto Bertacchi, per l’ipotesi di collocare le classi del Manzoni in prefabbricati in un’area di sua pertinenza.

All’incontro saranno presenti il consigliere provinciale delegato all’istruzione Marinella Maldini, il sindaco Virginio Brivio, l’assessore all’istruzione Clara Fusi, e i tecnici provinciali.

Nel frattempo alle rimostranze del preside del Bertacchi Raimondo Antonazzo si sono aggiunte quelle dei rappresentanti dei genitori e degli studenti, che alzano una barricata contro l’ipotesi di posizionare i prefabbricati sul prato dietro l’istituto Bertacchi, sotto via XI Febbraio, dove dovrebbero essere accolti i 400 studenti del Manzoni.

Un’opposione che non vuole penalizzare colleghi estudenti del Manzoni: «La nostra contrarietà - spiega il preside Antonazzo - è dovuta a motivi di sicurezza, oltre che per lo svolgimento delle attività didattiche. Non siamo in contrapposizione con il liceo Manzoni, consapevole che tutti gli studenti e tutti gli istituti hanno pari dignità e pari diritti».

Un chiarimento dovuto visto che tra le due scuole, dopo le esternazioni del preside Antonazzo, è calato il gelo. Il preside del liceo Manzoni, Giovanni Rossi, non ha infatti gradito il consiglio da parte del collega Antonazzo di spezzettare le sedici classi in vari istituti. Uno spezzettamento che creerebbe solo difficoltà alla gestione della didattica.

«Il desiderio, credo, condiviso anche dal dirigente del liceo Manzoni, è quello di trovare una soluzione insieme agli enti preposti, che possa tener conto sia delle legittime esigenze del Manzoni sia di quelle del Bertacchi - continua il preside Antonazzo - Le nostre perplessità riguardano la collocazione dei prefabbricati e non certo le legittime aspirazioni del liceo Manzoni».

Fatto il chiarimento, restano gli interrogativi. Il sindaco Virginio Brivio già ieri spiegava che l’ipotesi del prefabbricato è una delle possibilità: «Una delle più gettonate, ma ci sono anche altre possibilità».

Quali siano non è però chiaro. Dal liceo Manzoni è già arrivata la contrarietà ad avviare l’anno scolastico con il cantiere aperto in via Ghislanzoni, in quanto la convivenza tra i lavori e le lezioni sarebbe complicata.

Di mezzo ci sono anche i tempi, riuscire ad organizzare il trasloco per il prossimo settembre non sarà semplice, bisognerà poi anche trovare i soldi per finanziare il trasferimento, e pagare l’affitto dei prefabbricati o della struttura dove trasferire le sedici classi.

Difficilmente nell’incontro di domani si troverà una soluzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA