Benefit aziendali a tassazione ridotta  Firmato l’accordo tra i sindacati e l’Api
Da sinistra Gagliardi, Gattinoni, Sabadini per l’Api, Pirelli, Rita Pavan e Salvatore Monteduro per Cgil, Cisl ,Uil

Benefit aziendali a tassazione ridotta

Firmato l’accordo tra i sindacati e l’Api

Premio di produttività senza imposte per una serie di servizi ai lavoratori

Gattinoni: «Ora creiamo una rete in grado di erogare le prestazioni sul nostro territorio»

Dar vita a una piattaforma di servizi territoriali che permettano ai lavoratori di beneficiare in modo semplice e soprattutto a fiscalità agevolata di benefit legati al premio di produttività; ma anche di creare un volano solido e importante per l’economia e l’occupazione locali.

Ieri mattina, nella sede Api di via Pergola, i rappresentanti dell’associazione hanno sottoscritto con i segretari lecchesi di Cgil, Cisl e Uil il nuovo accordo territoriale sulla detassazione dei premi di produttività per i dipendenti delle aziende aderenti. In virtù di questa intesa, come ha chiarito il responsabile delle relazioni industriali dell’Api Mario Gagliardi, si estenderanno i benefici di legge anche alle realtà medie e piccole, che non dispongono di una rappresentanza sindacale interna, ma che così potranno comunque stipulare accordi con cui erogare ai dipendenti i premi usufruendo delle agevolazioni fiscali previste dalla norma, che riducono al 10% (dal 23%) o addirittura azzerano la tassazione.

Le aziende aderenti potranno dunque creare un paniere di servizi cui i lavoratori potranno accedere, il tutto sotto il monitoraggio del comitato composto da rappresentanti Api e sindacali. Il direttore dell’associazione, Mauro Gattinoni, ha rimarcato che la defiscalizzazione «è interessante sia per l’azienda che per il lavoratore», in quanto la prima può garantire servizi al lavoratore a condizioni fiscali agevolate, mentre il «dipendente ottiene una serie di prestazioni che incidono sulla disponibilità di salario reale».

In questo senso, «sarebbe positivo creare una piattaforma di servizi locali con cui andare incontro al fabbisogno specifico del lavoratore, facendo però ricadere le risorse sul territorio, evitando di indirizzarle altrove». Un concetto rimarcato dallo stesso presidente Luigi Sabadini, che si è voluto concentrare in particolare sul fatto che «in questo modo estendiamo queste prerogative ai dipendenti delle piccole aziende, che costituiscono l’ossatura economica del nostro territorio e del Paese. È un enorme salto di qualità che ci rende orgogliosi. Bisogna portare i contratti su un discorso dimensionale e non settoriale».

Soddisfazione è stata espressa anche dai sindacati, con il segretario generale Cgil Wolfango Pirelli a evidenziare che «i rapporti passano attraverso percorsi negoziali e questa intesa rafforza le relazioni sindacali. Del resto, il percorso di detassazione rappresenta un tema centrale». «Si tratta di un accordo importante - ha aggiunto Rita Pavan, segretaria della Cisl di Lecco, Monza e Brianza -, che ci permette di tutelare meglio anche i dipendenti delle piccole imprese. In questo caso, azienda e lavoratori guadagnano entrambi qualcosa. In particolare, si va a incidere sulla condizione di vita delle persone. E si sviluppa il tema della produttività non facendo lavorare di più i dipendenti ma facendoli lavorare meglio».

Secondo Salvatore Monteduro, alla guida della Uil del Lario, invece questo «nuovo modello contrattuale produce un forte scambio tra salario e miglioramento della produttività. Questo accordo va a incidere sulla disponibilità di salario per i lavoratori, in quanto è prevista l’esenzione totale di imposta fiscale se le prestazioni sono riconosciute come di welfare. È importante in un Paese che ha difficoltà nel finanziare i sistemi di assistenza come previdenza e sanità».


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