Ballabio, bilancio bocciato,
Bussola cerca voti

La crisi Ieri pomeriggio il sindaco è andato in Prefettura, scongiurato per ora il commissariamento Slittata di un mese l’approvazione del conto di previsione che era stato respinto dai “ribelli”. Ora si guarda a sinistra

Giovanni Bruno Bussola resta ancora sindaco di Ballabio. Almeno per ora. Almeno fino al 30 giugno. Questo perché, come detto dal viceprefetto Marcella Nicoletti , al termine dell’incontro in Prefettura, con il primo cittadino,«il termine per l’approvazione del bilancio è stato differito in data odierna, con provvedimento in corso di pubblicazione, al 30 giugno. Il bilancio potrà nuovamente essere portato al consiglio comunale per l’approvazione di competenza».

Resta in carica

Quindi Bussola resta ancora in carica, nonostante già sentiva il commissariamento imminente dopo la bocciatura del conto da parte dei suoi tre consiglieri nella seduta di lunedì sera. Da parte sua, il sindaco “confermato”, non rilascia alcuna dichiarazione. Ma se da una parte il prefetto Sergio Pomponio lo grazia, dall’altra ora si apre un periodo difficile per Bussola, perché in questo momento non ha i numeri in consiglio comunale, e l’ultima assemblea lo ha certificato. I suoi voti fedeli sono sei, mentre la minoranza ne ha quattro e Alessandra Consonni ne ha tre. Quindi deve per forza andare a cercarne. Ma la strada è decisamente tortuosa. Perché dai tre “ribelli” (Consonni, Luca Pirovano e Marco Pedrazzini ) è davvero difficile cavare un ragno dal buco. E allora bisogna andare dalla lista appoggiata dal centrosinistra. Già al termine del la serata Bussola e Manuel Tropenscovino si sono fermati a parlare lontano da occhi (e orecchie indiscrete) e pare proprio che il sindaco abbia chiesto un aiuto al capogruppo di Ballabio Futura, tra l’altro anche segretario provinciale del Pd.

Intanto Consonni rischia l’espulsione dalla Lega

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