Baby Gang: «Escluso dal festival Nameless. Era il mio sogno»

Il caso Il rapper punta il dito sulla Polizia, ma la Questura nega: «Il Daspo è a Lecco, non ad Annone» Fumagalli: «Lo aspettiamo. Però...»

Baby Gang: «Escluso dal festival Nameless. Era il mio sogno»
Baby Gang a San Vittore: detenzione illegittima secondo il Riesame, ma il selfie è costato un’altra inchiesta

Non c’è pace per Baby Gang. Dopo l’ennesimo guaio giudiziario, con la perquisizione e il sequestro di telefonino e pc, disposti dalla Procura di Milano in cerca delle immagini originali girate nel carcere di San Vittore, il ventenne musicista lecchese Zaccaria Mouhib apre anche un fronte polemico con le forze di polizia per la mancata partecipazione.

Baby Gang, in un post instagram pubblicato nella giornata di lunedì lancia accuse dirette, in merito alla sua mancata partecipazione al festival di musica elettronica da 100mila presenze, ospitato lo scorso fine settimana a La Poncia, fra Annone e Molteno: «Il Nameless - ha scritto - era una data molto importante per me visto che sono sei anni che sogno di salire sopra quel palco e di far vedere ai ragazzi della mia zona che qualcuno di loro ce l’ha fatta. Quando ne ho avuto la possibilità, gli agenti di polizia l’hanno impedito. Tutto questo è senza un senso. Continuo a far finta di niente, ma non so per quanto possa reggere».

Il rapper accusa direttamente le forze dell’ordine di avergli impedito di salire sul palco del Nameless, una palco che per lui rappresenterebbe un riscatto sociale non soltanto per se stesso, ma anche per i tanti giovani partiti dalle periferie e dalle zone più popolari di Lecco e Calolzio.

Un’accusa che però non trova riscontro nelle istituzioni. Prefettura e Questura smentiscono di aver mai vietato a Baby Gang di esibirsi al Nameless. Il rapper lecchese è infatti soggetto a un daspo dalla sola città di Lecco, ma non dagli altri Comuni della provincia.

Gli organizzatori del festival di musica elettronica, pongono invece delle condizioni per una possibile partecipazione futura: «Non ho alcun veto su Baby Gang, – è il commento di Alberto Fumagalli, organizzatore di Nameless – un artista che avuto successo nell’ultimo biennio. Da parte nostra c’è un’apertura a un dialogo con lui o con il suo entourage. Ci aspettiamo però che il suo profilo migliori, perché non possiamo mettere a repentaglio la reputazione di Nameless. Speriamo quindi che cambi in futuro: sarebbe un vero orgoglio per noi, ma anche per lui, averlo sul nostro palco. Si tratterebbe di un artista famoso del territorio che si esibirebbe nel festival importante di casa».

Quel che è certo è che Baby Gang ha ancora diverse pendenze da regolare: richiesta di rinvio a giudizio per una presunta rapina dello scorso luglio a Vignate; presunta resistenza con lesioni a dei poliziotti in zona piazzale Loreto a Milano, oltre all’indagine in merito alle foto e ai video che avrebbe realizzato nel carcere di San Vittore nei venti giorni di detenzione cautelare affrontati fra gennaio e febbraio. Accuse, nei primi due casi, che Zaccaria Mouhid rispedisce al mittente proclamandosi innocente.

D’altro canto i suoi video e le sue canzoni continuano a collezionare milioni di view e a piacere a giovani e giovanissimi.

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