Anche l’edilizia

inizia a stare meglio

L’analisi Uil: il ricorso alla cassa integrazione nelle imprese di costruzione è precipitato (meno 83,6%) in un anno

Anche l’edilizia inizia a stare meglio
Salvatore Monteduro

Nuovi dati positivi sullo stato di salute dell’economia lecchese emergono dall’undicesimo rapporto della Uil del Lario Lecco-Como sulla cassa integrazione.

Lo studio relativo al periodo tra gennaio e novembre 2017, conferma una diminuzione della richiesta di ore di cassa integrazione totale da parte delle imprese lecchesi pari al 61,3%: si è passati da 3,9 milioni di ore autorizzate nell’analogo periodo del 2016 a 1,5 milioni di quest’anno. Secondo i dati Uil, si è passati da 2101 lavoratori in cassa integrazione a 813. Si tratta di un risultato molto migliore sia rispetto ai comaschi (-47,4%), sia al dato della regione lombarda (-49,3%), sia a quello nazionale (-38,8%). La riduzione delle ore di cassa integrazione nel Lecchese si registra sia per la cassa straordinaria (-64,5%), sia per quella in deroga (-63,4%), sia per quella ordinaria (-57,2%).

Una situazione riconoscibile anche nel distretto metalmeccanico lecchese, settore trainante del territorio, che ha dimostrato una certa vivacità nei primi 11 mesi del 2017. Un trend che si conferma comunque in tutti i settori economici del territorio con la riduzione generalizzata della richiesta delle ore di cassa integrazione totali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: l’industria passa da 2,8 milioni di ore a 1,24 milioni con un calo del -55,5%, l’edilizia passa da 708mila ore autorizzate nel 2016 alle 116mila di quest’anno (-83,6%), l’artigianato da 250mila ore a 130 mila (-47,4%) e nel commercio si assiste a un calo dell’84,2% passando da 167mila ore a 26mila.

Lo studio della Uil del Lario dedica un focus alla metallurgia e alla meccanica lecchese: anche in questo caso è netta la contrazione delle ore di cassa integrazione autorizzata, ridotte del 60,5% passando da 1,8 milioni dei primi 11 mesi del 2017 alle 720mila dell’analogo periodo 2016. Il numero dei lavoratori in cassa integrazione nel settore cala dunque da 974 a 385. Alta l’incidenza sull’intera economia del territorio: la metallurgia e la meccanica assorbono infatti il 47,4% del totale degli ammortizzatori sociali.

«Questi dati - commenta Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario Lecco-Como - dimostrano che l’anno che si sta per chiudere è stato molto dinamico dal punto della ripresa economica e di buon auspicio per la situazione occupazionale dei territori lariani e dunque fa ben sperare per il prossimo anno. Ma resta da recuperare - sottolinea Monteduro - la drammatica situazione di 10 anni di crisi economica, di 20.766 disoccupati in provincia di Como e 9.318 a Lecco alla data del 31 dicembre 2016, a questi si aggiungono i 2.259 lavoratori in cassa integrazione a Como e gli 813 della provincia di Lecco di questo 2017, che continuano, con le loro famiglie, a sentire gli effetti della crisi economica».

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