Altri quattro morti nel Lecchese  E i casi positivi salgono a 1.628
L’ingresso del pronto soccorso del Manzoni

Altri quattro morti nel Lecchese

E i casi positivi salgono a 1.628

Gallera: «Dati in linea con gli ultimi giorni» - Colpiti dai lutti i Comuni di Abbadia, Barzago e Oggiono

«I nuovi dati lecchesi sono in linea con gli ultimi giorni». L’assessore regionale al welfare Giulio Gallera sintetizza così il bilancio dei nuovi contagi da coronavirus registrati nelle ultime 24 ore nel nostro territorio.

I numeri diffusi dal Pirellone attestano 34 nuove positività per un totale di 1.628 da inizio epidemia, in una giornata in cui nella nostra provincia si sono registrati almeno altri tre decessi da Covid 19. Le morti verificatesi ad Abbadia, Barzago, Ello e Oggiono portano il conteggio ufficiale delle vittime lecchesi da coronavirus a 191: cifra che però purtroppo sottostima la reale portata della tragedia, costellata da tante morti da Covid avvenute nelle case che però non sono state registrate come tali (ad esempio, per l’assenza di tampone).

In tutta la Lombardia, comunque, sembra confermarsi il rallentamento del contagio: «Le notizie da tutti gli ospedali – ha spiegato Gallera - sono di un alleggerimento della pressione sia nei pronti soccorsi, sia nelle terapie intensive. Sono dati buoni, ma che non ci possono portare a ritenere che sia tutto alle spalle». I nuovi casi registrati a livello regionale nelle ultime 24 ore sono infatti 1.598 (il 23% di tamponi eseguiti è risultato positivo, dato in costante calo), per un totale di 49.118 dall’inizio dell’emergenza. Il numero dei ricoveri è cresciuto di 200 unità, con 12.002 cittadini ospedalizzati, mentre diminuiscono le presenze nelle terapie intensive con 1326 pazienti rispetto ai 1381 del giorno precedentI. I decessi sono stati 345 nell’ultima giornata, per un totale di 8.656 morti da Covid certificati, mentre i guariti sono saliti da 27.134.

Intanto, Regione Lombardia, nel prolungare fino al 13 aprile la propria ordinanza che limita spostamenti e blocca le attività non essenziali, introduce anche «l’obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere se stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe».

Tornando alla nostra provincia, a Olginate sono state segnalate due nuove persone risultate positive al tampone, portando così a 31 il numero complessivo dei contagiati: «Alcuni nostri concittadini che si erano ammalati – spiega il primo cittadino Marco Passoni - sono tornati a casa, altri continuano a lottare, ma purtroppo da inizio emergenza quattro concittadini ci hanno lasciato. Simbolicamente sarò presente alle tumulazioni per testimoniare la vicinanza di tutta la comunità».

Situazione particolarmente difficile a Santa Maria Hoé dove, a fronte dei dati ufficiali che fotografano solo parzialmente contagi e decessi da cornavirus, nell’ultima settimana si sono avute nove morti: «Da venerdì 27 marzo al venerdì 3 aprile – ha riferito il sindaco Efrem Brambilla – ci sono stati nove decessi, quando solitamente nel nostro Comune ci sono una ventina di morti in tutto l’anno. Non è mai capitato di avere così tanti defunti in una settimana. Sono numeri che fanno male». Per quel che riguarda Abbadia, il sindaco Roberto Azzoni rende noto che il numero dei cittadini attualmente positivo è salito a 13, a cui si aggiungono altre persone con sintomi pesanti da infezioni respiratorie che però non figurano negli elenchi ufficiali: «Mi appello al buonsenso, – commenta - non è ancora il momento di allentare la presa o di abbassare la guardia, vanificando tutto. Oltre ai motivi di lavoro e urgenza, sono permesse uscite brevi solo per persone con gravi disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico e altre patologie psichiatriche».


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