Aiuti all’innovazione   in Valsassina
Dalla Regione un incentivo per progetti che coinvolgano imprese dell’Alto Lario o della Valsassina

Aiuti all’innovazione

in Valsassina

Dalla Regione contributi a progetti tecnologici realizzati da aziende della Valle o dell’Alto lago - La proposta deve essere realizzata in partnerariato di almeno tre soggetti tra i quali una piccola impresa

Da Regione Lombardia è in arrivo un nuovo incentivo economico all’innovazione ma a fronte di progetti che coinvolgano almeno un’impresa situata nell’area dell’Alto Lario o dell’Alta Valsassina Valvarrone.

Ora si attende che sia pubblicato il regolamento, e quindi che si conosca fra l’altro anche la data per partecipare al contributo. Tuttavia ad essere finanziati saranno i progetti più innovativi di ricerca e sviluppo che investano sia l’area tecnologica del manifatturiero avanzato, secondo quanto previsto dalle linee del piano Industria 4.0, sia l’eco industria per tutto ciò che riguarda gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, i materiali ecocompatibili, il risparmio di materie prime e il riutilizzo di materiali.

«Immaginiamo che quando sarà pubblicato il bando – spiegano in una nota gli esperti di Innotec, società lecchese guidata da Luciano Baggioli e specializzata nel sostegno alle imprese nella partecipazione ai bandi pubblici – si genereranno diverse iniziative, anche esterne al territorio circoscritto dell’Alto Lario, tese a coinvolgere imprese del territorio per concorrere a progetti dando in questo modo la validazione a partecipare. Se ciò fosse possibile si attiverebbe comunque una nuova dinamica di sviluppo per le realtà del territorio, che si vedrebbero coinvolte in possibilità di qualificazione e innovazione».

Il requisito fondamentale per essere ammessi al bando sta tuttavia nel fatto che il progetto per il quale si chiede il finanziamento dovrà essere svolto (o comunque produrre ricadute) su uno dei seguenti Comuni dell’area in questione: Cremia, Domaso, Dongo, Dosso del Liro, Garzeno, Gera Lario, Livo, Montemezzo, Musso, Peglio, Pianello del Lario, Sorico, Stazzona, Trezzone, Vercana, Gravedona ed Uniti, Bellano, Casargo, Colido, Cortenova, Crandola Valsassina, Dervio, Dorio, Esino Lario, Margno, Pagnona, Parlasco, Premana, Sueglio, Taceno, Valvarrone, Vendrogno.

«Ciò significa – chiarisce Innotec – che al progetto deve partecipare almeno un’impresa situata in uno di questi Comuni o che abbia intenzione di attivare una produzione sul posto».

A proporre il progetto deve essere un partenariato di almeno tre soggetti, di cui almeno uno deve essere una pmi e un ente di ricerca o università. Al massimo possono partecipare 10 soggetti ed è inclusa la possibilità di partecipazione anche per una grande impresa.

Fra i requisiti c’è anche l’importanza, in termini di contenuto e di valore economico, del progetto visto che i programmi di ricerca e sviluppo proposti non dovranno essere inferiori ai 2,5 milioni di euro. Visti gli importi «non c’è spazio – commenta Innotec – per la concessione del contributo a molti progetti, per cui conterà molto la qualità del contenuto tecnologico e degli obiettivi conseguibili, in quanto i progetti che verranno presentati saranno posti in valutazione per graduatoria. In caso di successo il contributo a fondo perso potrà essere anche molto elevato, con un limite a un milione e mezzo di euro».


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