«Adesso a Lecco   si muore di droga»
L’ingresso del Palazzo di Giustizia di Lecco

«Adesso a Lecco

si muore di droga»

Il procuratore: l’allarme di Antonio Chiappani: «I boschi attorno alla 36 sono un market a cielo aperto» - Le altre emergenze sono la violenza tra le mura domestiche e la gran quantità di imprese che falliscono

Le tre emergenze del territorio? La sempre più massiccia diffusione della droga, la violenza tra le mura domestiche e i fallimenti. E’ su questi tre macro-temi che si è soffermata, ieri mattina, l’attenzione del procuratore Antonio Chiappani, che ha incontrato i giornalisti per il tradizionale resoconto dell’attività della Procura cittadina a pochi giorni dall’apertura dell’anno giudiziario. L’ultimo resoconto, quasi sicuramente, per lui, in predicato di essere nominato procuratore della Repubblica a Bergamo, a dieci mesi dalla scomparsa del compianto Walter Mapelli, procuratore facente funzioni a Lecco tra il predecessore Tommano Buonanno e Chiappani stesso.

«Per tre quarti dell’anno, circa 9 mesi, abbiamo lavorato e stiamo lavorando con tre sostituti procuratori, il 25% in meno della forza lavoro prevista dalla pianta organica – ha esordito Chiappani -. Questo per un carico di oltre 500 giorni di udienza all’anno. Tra fascicoli contro noti, ignoti e non costituenti notizia di reato ci aggiriamo a quota diecimila. Vi lascio immaginare a che ritmi si lavora. Lecco è una città che non si vuole molto bene. Evidentemente non godiamo di grossa considerazione, forse perché non rompiamo le scatole a Roma».

«Mi preme ringraziare i sostituti procuratori e tutto il personale amministrativo per l’impegno con il quale hanno sempre lavorato e continuano a lavorare -. Con le nuove leggi, le incombenze si sono decuplicate. Nonostante abbiamo lavorato con il 25% in meno dei sostituti, si è registrata una riduzione di oltre il 4% delle pendenze. Conseguendo l’obiettivo di definire un numero più alto di procedimenti giacenti rispetto agli entranti».

La prima delle emergenze sotto la lente è quella relativa allo spaccio di droga. «I dati mi addolorano – ha detto il procuratore -. C’è una significativa diminuzione delle denunce, siamo al 6,60% in meno. Ma a Lecco si muore per droga. Proprio questa mattina (ieri per chi legge) conferirò l’incarico peritale per l’autopsia e l’esame tossicologico sul corpo dell’uomo trovato senza vita l’altra mattina nei boschi di Bosisio Parini. E’ un messaggio che lancio ai ragazzi, alle famiglie, alle scuole. Non è una bagatella dell’antiproibizionismo imperante. C’è un mondo sotterraneo di spacciatori. I boschi accanto alle 36 ne sono pieni, è un supermercato a cielo aperto. Mi ero subito allarmato, lo scorso anno, quando le forze dell’ordine avevano sequestrato una partita di eroina gialla. E i miei timori non erano infondati. Adesso dobbiamo capire se ci siano in giro partite “storte”, per citare Andrea Vitali. Abbiamo già trovato cocaina tagliata con stricnina e speedball. Il mio vuol essere un monito a tutte le agenzie educative a tenere alta la guardia. Da parte nostra c’è il massimo impegno nell’azione di contrasto e repressione, ma abbiamo bisogno della massima collaborazione».


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