Addio Stefano Galli,  il duro del Carroccio
MANDELLO DEL LARIO, INAUGURAZIONE DELLA FESTA PADANA 1987 - NELLA FOTO I LEGHISTI CANTANO IL VA PENSiERO , CONSIDERATO L'INNO UFFICIALE DELLA PADANIA LIBERA - DA SIX ROSY MAURO, IL SEGRETARIO UMBERTO BOSSI E STEFANO GALLI

Addio Stefano Galli,

il duro del Carroccio

Tra i fondatori della Lega lecchese, vicinissimo ad Umberto Bossi, per cinque volte in Consiglio regionale fino al ritiro per lo scandalo di Rimborsopoli

È morto ieri Stefano Galli, uno dei primi leghisti lecchesi ed ex consigliere regionale per cinque mandati.

Lo storico militante del Carroccio, attivo e vicinissimo a Umberto Bossi fin dalla fine degli anni ‘80, aveva 63 anni. La sua carriera aveva percorso quasi interamente il cursus honorum di cariche politiche e istituzionali locali. Calolziese e in questi anni residente in Valsassina, Galli era stato consigliere comunale di Lecco fin dal 1988, per poi salutare da membro dell’assise anche le vittorie di Pino Pogliani e Lorenzo Bodega.

A cavallo del 2000 era stato anche commissario provinciale del Carroccio lecchese, mentre fin dal 1990 (il Carroccio si era imposto all’attenzione con un roboante 18%) aveva calcato i passi in Regione. Al Pirellone sarebbe rimasto fino al 2013 quando gli scandali politici avrebbero chiuso definitivamente l’esperienza di governo di Roberto Formigoni. Tra questi, la cosiddetta Rimborsopoli, ovvero l’inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali. Galli stesso, tra i più additati mediaticamente, avrebbe poi ricevuto in Appello la condanna di 4 anni e 2 mesi. Pagò soprattutto la nota vicenda del banchetto nuziale con cento invitati a spese della Regione. Molti, infine, i procedimenti alla Corte dei conti nella sua veste di capogruppo in Consiglio.

Sull’edizione di domani il servizio con il ricordo dei tanti esponenti leghisti che vissero con lui la prima stagione del Carroccio al fianco di Umberto Bossi.


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