Acqua, il “no” dell’antitrust  non ferma i lecchesi
La sede di Lario Reti

Acqua, il “no” dell’antitrust

non ferma i lecchesi

Il progetto di affidare la gestione a Lario Reti andrà avanti «magari con qualche aggiustamento» «Abbiamo 60 giorni per rispondere. E siamo nel giusto»

“Avanti tutta”. Il parere negativo dell’Antitrust (l’Agcm, agenzia garante della concorrenza e del mercato), sull’affidamento del servizio idrico integrato, arrivato sul tavolo del presidente della provincia FlavioPolano e del presidente dell’Ato Paolo Negri il 2 novembre scorso, non spaventa gli amministratori lecchesi.

Il progetto che vede la multi utility Lrh, Lario Reti Holding (gas e acqua insieme) come gestore del servizio idrico integrato, va avanti. Probabilmente con qualche aggiustamento. L’hanno ribadito ieri i due presidenti insieme al consigliere delegato per i rapporti con l’azienda speciale ufficio d’ambito Anna Mazzoleni e il direttore dell’Ato Elena Arena.

Il presidente della Provincia Flavio Polano ha ribadito l’obiettivo del progetto Lrh: «È fornire un servizio pubblico fondamentale a buon prezzo e in modo efficiente. La scelta fatta dai sindaci in sintonia con Ato e Provincia, è aver individuato un affidamento “in house” attraverso le nostre società pubbliche». Altro obiettivo della Provincia è che l’acqua rimanga pubblica. «Purtroppo però alcuni amministratori pensano di risolvere la questione riportando solo aspetti giuridici. Io non faccio l’avvocato ma l’amministratore e decido con criteri un po’ diversi per il bene comune». Sotto accusa, anche se non citati, i comuni “dissidenti” Merate e Cernusco, insomma, e di rincorsa anche Oggiono ed Ello.

«L’Antitrust non ha specifica competenza sull’acqua, ma si occupa di concorrenza e di mercato - ha spiegato Paolo Negri, presidente Ato - E su alcuni aspetti ha espresso un parere non vincolante per l’Ato, ma che è comunque importante per cui lo terremo sicuramente presente. Agcm, infatti, ha il potere di promuovere un ricorso al Tar nel caso riscontrasse forti irregolarità, al termine dell’interlocuzione che avrà con noi. E il giudice amministrativo potrà emettere sentenza definitiva e vincolante».

Un rischio che Provincia e Ato non vogliono correre: «Abbiamo 60 giorni per rispondere. E l’Antitrust avrà 30 giorni per impugnare il nostro provvedimento. Ma non abbiamo intenzione di aprire un contenzioso con l’Antitrust, naturalmente. Troveremo il modo di evitare il contenzioso per partire da gennaio 2016 con il nostro progetto. Per questo saremo ricevuti dal presidente dell’Authority a fine mese. Pensiamo che le nostre ragioni siano convincenti e molto ben motivate».

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