«A Lecco non mi sono sentita sicura»
Addetti alla sicurezza di Trenord in stazione

«A Lecco non mi sono
sentita sicura»

Sul Time Un’ex insegnante Usa ha scritto una lettera al settimanale: «Troppi immigrati in stazione e nei posteggi». Il sindaco: «La situazione nei parcheggi è migliorata, mentre nella zona della ferrovia tutti dobbiamo restare vigili»

«Stazioni e parcheggi come quelli della città di Lecco sono travolte da immigrati che bighellonano e tolgono la sensazione di potere essere sicuri».

Californiana

Le parole, forse un po’ oltre le righe non sono quelle di un politico locale o di un residente, né campeggiano sui media nostrani. Al contrario, sono quelle di un’insegnante californiana e fanno bella mostra di sé sul Time, il celebre settimanale statunitense. Già, ma che ci fa Lecco alla berlina di uno dei più importanti periodici a stelle e strisce? È presto detto. Un mese fa Time aveva dedicato copertina e approfondimento a Matteo Salvini. Ovviamente, il servizio non si limitava a sbatterne il volto in prima pagina, ma finiva con l’analizzare la situazione italiana ed europea limitatamente al tema migranti e accoglienza. Nei due numeri successivi, ecco allora arrivare in redazione un profluvio di lettere a commento. Molte finiscono per trovare spazio nell’apposita sezione dedicata alle riflessioni dei lettori. Tra loro, quella appunto di Mary April Brown, da Lucca: «Scrivo in qualità di insegnante californiana in pensione», sono le parole d’esordio della donna, che si definisce «formerly liberal». «Gli Stati Uniti avranno pure case e lavoro per gli immigrati – scrive – ma l’Europa, e l’Italia in particolare, certamente no. La disoccupazione è già molto alta per gli italiani, e lo stato non può sostenere le attuali ondate di migranti».

Fin qui, il contesto generale. Ma Lecco? Eccolo fare capolino nel discorso. «Io stessa sono stata testimone di questi problemi. Stazioni e parcheggi in città come Lecco e Vicenza sono travolti da immigrati che bighellonano e tolgono la sensazione di potere essere sicuri. Tutto questo indipendentemente dalla razza». Che dire, se il modello Salvini pare trovare condivisione anche tra gli ex liberal statunitensi, la difficoltà di qualche area cittadina già attenzionata risulta evidente anche a chi ci mette piede per la prima volta.

A rispondere indirettamente alla lettera, e con un sorriso, il sindaco di Lecco, Virginio Brivio: «Forse la signora non mette piede a Lecco da parecchio tempo. I parcheggi sono migliorati ormai da un anno e mezzo, e in maniera significativa. Forse c’è qualche residuo di presenza, ma di persone molto meno aggressive e petulanti. L’investimento con Linee Lecco è stato molto significativo e un dato di fatto è che oggi in quei luoghi la sicurezza non è più in discussione».

Zona di attenzione

Altro discorso per la stazione, sulla quale però da sempre Brivio rifiuta la semplificazione secondo cui solo il Comune dovrebbe intervenire.

«Il tema della stazione, certo, esiste ma ha anche una dinamica a sé. È una zona di attenzione e di presidio, come tutte le stazioni, da Bergamo a Milano, che implicitamente diventano luoghi di un certo tipo. Forse la signora sarà capitata nel giorno sbagliato, ma non mi sembra che oggi la situazione di criticità sia permanente. È vero però che su quel fronte, e sull’area immediatamente alle spalle di via Balicco, dobbiamo migliorare. E parlo volutamente al plurale, di tutti gli enti coinvolti. Una battuta finale? Gli amici americani possono venire tranquillamente a Lecco e godersi la nostra città».


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