A Lariofiere Agrinatura:

siglata alleanza con il turismo

Il focus della prima giornata della fiera: «Costruire sinergie vincenti per il territorio lariano»

A Lariofiere Agrinatura: siglata alleanza con il turismo

È ripartita ieri ufficialmente l’attività fieristica in presenza di Lariofiere, il centro espositivo erbese che ospita anche sabato 3 ottobre e domenica 4 Agrinatura, la rassegna dedicata all’agricoltura, all’enogastronomia ed all’ambiente.

Una ripartenza segnata dall’ottimismo degli operatori del settore e degli organizzatori della manifestazione e dalla scrupolosa applicazione delle misure di sicurezza per visitare la fiera in assoluta sicurezza.

Agrinatura è stata inaugurata venerdì 2 dal dibattito, promosso dalla Coldiretti di Como e Lecco, dedicato al binomio agricoltura & turismo.

«Natura, ecologia ed ambiente – ha detto Fabio Dadati, presidente di Lariofiere – sono sempre più trainanti anche per il settore turistico: per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno organizzare questa fiera anche in un anno così difficile». La tavola rotonda ha riunito i rappresentanti della Regione, del mondo imprenditoriale e delle istituzioni territoriali.

«Costruire sinergie vincenti tra turismo e agricoltura – ha affermato Fortunato Trezzi, presidente della Coldiretti di Como e Lecco - deve essere un impegno condiviso e concreto. L’emergenza Covid – ha proseguito - ha segnato un anno zero da cui ripartire e dobbiamo farlo nel segno della collaborazione: essere qui, oggi, a discuterne significa porre basi concrete per un territorio che ha voglia di ripartire». Secondo Trezzi, da questa tre giorni di fiera deve uscire un messaggio chiaro: «Ripartiamo tutti insieme, con grande coraggio».

Il profondo legame tra agricoltura e turismo, che apre quindi prospettive nuove per il nostro territorio, è stato evidenziato da Roberto Magni, imprenditore agricolo e componente della giunta camerale: «Agricoltura – ha spiegato – significa anche fornitura di servizi al territorio, cura e manutenzione dei luoghi, produzione di prodotti di eccellenza da proporre ai turisti».

Del resto, come ha evidenziato Andrea Camesasca, imprenditore e delegato al turismo di Confcommercio Como, «i due settori devono viaggiare insieme nella conservazione e tutela del territorio». Camesasca lo sa bene dal momento che, durante l’emergenza, ha parzialmente rifocalizzato la storica attività turistica sull’agricoltura e la valorizzazione dei prodotti locali. «Bisogna partire dalla cura e dalla tutela dei luoghi agricoli e naturali che vanno resi fruibili, puliti e appetibili. I prodotti del territorio – ha proseguito - vanno valorizzati al massimo, portati in botteghe e ristoranti, fatti conoscere e proposti a chi ci visita».

Questo percorso si inserisce in un anno molto difficile per il settore turistico. È stato Giuseppe Rasella, imprenditore alberghiero e membro della giunta della Camera di commercio, a presentare il conto della crisi legata all’epidemia di Covid. «Secondo le nostre rilevazioni – ha detto – ad oggi abbiamo circa il 60% delle strutture turistiche operative, con un’occupazione indicativa che ha registrato un calo dell’85% con la riapertura di giugno post-lockdown, del 55% in luglio e del 40% in agosto. Il miglioramento è stato quindi progressivo – ha continuato -, ma il futuro è incerto per i fattori che tutti conosciamo».

C’è intanto un dato positivo da considerare, ossia l’incremento del 3% degli arrivi “nazionali” sul Lario in agosto. È il famoso “turismo di prossimità” che, secondo i relatori del convegno, va perseguito non solo nella fase di emergenza e comunque certamente nel corso del 2021, ma anche in futuro, come nuova opportunità. «Si tratta – ha aggiunto Rasella – di un dato che deve incoraggiare l’approccio ad un turismo agroalimentare in grado di valorizzare anche aree della nostra provincia tradizionalmente meno frequentate».

Visioni condivise anche da Luigi Lusardi, presidente dell’Autorità di bacino del Lario e dei laghi minori, secondo cui «abbiamo scoperto un nuovo tipo di turismo che va valorizzato», e da Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale lombardo, che ha ribadito come «il turista trova stimoli per visitare luoghi e territori anche attraverso l’espressione dei prodotti agricoli identitari che contribuiscono a renderli attrattivi. Dobbiamo tenerne conto - ha proseguito - anche nella prospettiva di un riposizionamento sul piano di un turismo mondiale». Naturalmente, anche le istituzioni sono chiamate a fare la loro parte e Fermi ha confermato l’impegno sul fronte della lotta agli ungulati (una piaga sia per gli imprenditori agricoli che per la sicurezza del territorio) e per una tutela ambientale che non mortifichi l’attività imprenditoriale agricola, ma piuttosto la valorizzi.

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