Scirea: «No, il Lecco non è scoppiato. La condizione fisica è rimasta costante»

Il preparatore atletico della squadra fa il punto dopo i rilievi di patron Di Nunno. «Il gruppo di chi ha giocato meno, va allenato. Il resto va mantenuto e magari “scaricato”»

Il Lecco è stanco. Il Lecco non è più “brillante” come prima. Il Lecco non corre? Il patron Paolo Leonardo Di Nunno ha accusato i blucelesti di «non farcela più». Forse sottovalutando il fatto che da molto tempo le avversarie hanno studiato i blucelesti, il loro modo di giocare - che non è mai cambiato - e per questo li affrontano inaridendone le fonti di gioco. Ma questo è un altro discorso. Non da rivolgere a Diego Scirea, preparatore atletico bluceleste. Che spiega: «I dati che abbiamo e il lavoro che stiamo facendo, dicono che la condizione è rimasta abbastanza costante per tutto l’arco del torneo. Da tenere presente, però, che c’è un impiego davvero diversificato della rosa: abbiamo elementi che hanno fatto 30 partite e altri che hanno giocato molto meno. La squadra è spezzata in tronconi: la condizione è abbastanza uniforme, ma i singoli possono essere meno brillanti a seconda se hanno, giocato di più o di meno. La condizione, però, dal punto di vista dei valori metabolici, è costante. Il che ci ha permesso di essere la squadra che ha ottenuto più punti nei secondi tempi».

Il che dimostra che la squadra ha una buona condizione generale: «Anche chi è arrivato sopra di noi, non ha fatto come noi nell’arco delle 38 gare. Abbiamo lavorato sempre con una buona condizione. Non abbiamo quasi mai avuto problemi nei finali di gara. Anzi. Penso ad Arzignano, Pro Patria, Albinoleffe... E poi per noi staff una bella vittoria è aver consentito a giocatori “navigati” e non più giovanissimi, di aver giocato tutto il campionato. È un’altra cosa positiva e che dimostra che abbiamo lavorato con criterio».

Sono tutti recuperabili per i playoff del 7 maggio? «Celjak è stato tenuto fuori per motivi precauzionali, contro la Pro Vercelli, per un’infiammazione tendinea. Con il riposo si risolverà sicuramente. Gli altri sono tutti recuperabili. Bianconi ha avuto i crampi, per cui non è nulla. Abbiamo qualche acciacco: la spalla di Buso, il ginocchio di Girelli… ma tutte cose risolvibili in queste due settimane. Anche perché forse i playoff slitteranno per ricorsi e controricorsi. Il gruppo di chi ha giocato meno, va allenato. Il resto dei giocatori va mantenuto e magari “scaricato”: non vanno di sicuro riallenati».

Diego Scirea ha già fatto i playoff, con la Pro Patria: «Incontrammo proprio il Lecco e passammo il primo turno. Poi andammo a Trieste dove perdemmo 2-1. La stagione precedente avevamo perso 2-1 con la Carrarese. I miei ultimi tre anni sono con i playoff. Ma non ho mai disputato i playoff nazionali».

Da un punto di vista della condizione, fermarsi due settimane è una risorsa o è un problema? «Sicuramente è un’arma a doppio taglio - spiega il preparatore bluceleste -soprattutto se lo stop diventa lungo. Sarebbe stato un problema, solo fisicamente, arrivare secondi. Riprendere dopo tanto tempo, è più difficile che arrivare in corsa. Sia fisicamente che mentalmente. Ma questo è un gruppo splendido che non avrà nessun tipo di problema nel riprendere».

C’è qualcuno che sta veramente bene? «Lepore e Galli - ammette Scirea -. I ragazzi hanno dimostrato una continuità importante, tutti. Non sono per i picchi in un campionato di 38 gare. Tutto sommato 31 punti all’andata e 31 nel ritorno. Questo dimostra che abbiamo avuto un percorso costante ed equilibrato. Il rammarico per il secondo posto c’è. Ma bisogna partire dal presupposto che abbiamo fatto una grandissima stagione. Ora ci vuole una sana incoscienza».

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