«Questa la nostra miglior partita. Il mercato? Io non chiedo nulla»

Il mister bluceleste Luciano Foschi dopo il successo sul Piacenza: «È la prima volta che ribaltiamo il risultato e questo rende merito allo spirito di gruppo».

«Questa la nostra miglior partita. Il mercato? Io non chiedo nulla»
La stretta di mano tra i due mister: Scazzola (a sinistra) e Foschi

Luciano Foschi è contento. Ma parte dai due errori gravi commessi. Uno sul gol e uno su Rossetti che ha rischiato di siglare il 2-0 per il Piacenza. Due errori che parlano della “voglia di complicare” una gara già difficile?

«Era già complicata per conto suo - sorride il mister -. L’abbiamo giocata contro una squadra scorbutica e tignosa. Offriva meno di altre formazioni, che ci hanno messo in difficoltà. Ma ce la siamo complicata e dico che quando ha pareggiato Ilari, sembrava che avesse fatto gol Pecorini. È la prima volta che ribaltiamo il risultato e questo rende merito allo spirito di gruppo che ha aiutato un compagno che aveva provocato un gol inatteso. Un errore che però capita a chi gioca al calcio. Pecorini pian piano si è ripreso ha fatto la sua buona gara».

Certo è che senza Battistini (squalificato) ed Eusepi (sospeso) il Lecco rischia di dover sempre soffrire. La classifica dice che si possono chiedere rinforzi al presidente. Ma Foschi non la pensa così: «Eusepi è un giocatore forte, ma non c’è. E noi abbiamo fatto una grande partita. Ilari ha fatto sotto punta una grande partita. Buso e Pinzauti anche loro hanno disputato una grande gara, di sacrificio. Da quando sono qui, dal punto di vista tecnico e tattico oggi abbiamo giocato la nostra miglior partita. Non ci siamo scoraggiati. Abbiamo reagito in modo positivo. Eusepi, ripeto, non ce l’abbiamo e non mi sento in diritto di chiedere nulla al presidente. Se i nostri attaccanti ci fanno gol, perché comprarne altri? Forse ho bisogno di qualche altra cosa... Se i ragazzi continuano così, non ho bisogno di molto».

Foschi riflette: «Possiamo arrivare a 27 o a 35 punti, ma se scavalliamo l’andata a 35, vuol dire che possiamo arrivare a 70 con questa squadra. Dobbiamo prendere poco, in questo caso. Se, invece, arriviamo a 25, dobbiamo comprare molto. Più fai bene più ti rendi conto di avere dei giocatori validi. Non ne compro dieci, se sono molto avanti… Se poi il presidente mi compra dei giocatori dalla serie A e dalla B che io non chiedo, allora meglio. Non sto pensando al mercato. Durante la sosta, e il Natale non mi piace neanche tanto, cercherò di capire chi devo portare qua…». Al netto della classifica, i blucelesti però sono secondi.

Maldonado e Ilari hanno fatto bene. Aver riscoperto due giocatori così, oltre a quelli che hanno riposato (Galli, Battistini squalificato, Girelli…), vuol dire poter alzare l’asticella: «Se i tifosi sono contenti e stiamo regalando loro delle soddisfazioni, vuol dire che i ragazzi stanno facendo molto bene. Grande merito a loro, insomma. Vuol dire che vogliono mettersi in mostra. Possiamo dire tutto o niente, ma la realtà è che dopo un pezzo di campionato abbiamo 24 punti e allora dobbiamo cominciare a credere di aver dei valori. Perché siamo sempre convinti che non si rendano conto di quanto possano dare a questo campionato».

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