Niente cessione,
il Lecco resta a Di Nunno

Dal quartier generale del club bluceleste bocche cucite, ma ormai la strada pare tracciata. La Techint della facoltosa famiglia Rocca si è chiamata fuori. Sfumata anche l’ipotesi Ivan Cordoba.

Niente cessione, il Lecco resta a Di Nunno
Paolo Leonardo Di Nunno sembra sullo sfondo, ma in realtà resta in primo piano nel club bluceleste

Si va avanti con i Di Nunno. E il prossimo allenatore potrebbe essere Alessio Tacchinardi. Ne sapremo di più lunedì quando è atteso un comunicato ufficiale della società. Ieri bocche cucite a Cormano. Nessuno ha voluto parlare. Ma è chiaro che la strada presa è ormai quella della continuità. Sarà forse dato un ruolo più operativo a Biagio “Gino” Di Nunno, oppure continuerà la sua avventura di presidente il giovane Cristian. Ma su tutti peserà sempre l’ombra di Paolo Leonardo Di Nunno, vero signore e padrone della Calcio Lecco, soprattutto perché tiene i cordoni della borsa. Sia Gino che Cristian lo sanno bene e ogni decisione importante sarà discussa con il patron.

Ma è così scontato che la società continuerà a essere targata “MI”, o meglio “Cormano”? Pare proprio di sì anche se negli ultimi giorni sembrava che il club fosse a un passo dall’essere venduto. Pian piano, tuttavia, tutti i possibili compratori, se mai ci sono stati, si sono sciolti come neve al sole. La prima ipotesi, che era giunta alle nostre orecchie perché legata alle conoscenze lecchesi di Gianluigi Rocca, grande industriale e Ragno onorario (oltre che fratello dell’italo argentino Paolo, ancor più quotato di lui almeno a livello di ricchezza personale), è sfumata nel giro di ventiquattro ore. Anzi, la speranza che una famiglia come quella dei Rocca si potesse avvicinare al Lecco, è destinata a rimanere solamente tale. La Techint, infatti, con un comunicato ufficiale ha smentito la notizia dell’interessamento della famiglia Rocca (Gianluigi è il titolare della Techint) alla Calcio Lecco. È stata bollata come notizia “destituita di ogni fondamento”. Un vero peccato per tutti i tifosi del Lecco, ma, come avevamo subito precisato, la voce, che proveniva da ambienti vicini alla società bluceleste, era quantomeno “improbabile”.

Più concreto, invece, era l’interessamento dell’ex difensore colombiano dell’Inter del Triplete Ivan Ramiro Cordoba. Il giocatore, oggi imprenditore, è interessato a un’area ben definita di Lecco alta dove dovrebbe aprire un ristorante del tutto nuovo e innovativo. E, quando si è fatto vivo in Comune per chiedere informazioni “urbanistiche” sull’area, gli è stato proposto anche un “affare calcistico” come quello bluceleste. Ma non si sarebbe andati molto più lontano di così.

Invece chi era venuto a vedere lo stadio e ne era rimasto affascinato era sicuramente il famigerato compratore nordamericano. Sembra che sia lo stesso legato al Calcio Venezia, appena retrocesso in serie B. Una retrocessione che, paradossalmente, ha riacceso i fari sulla costruzione di uno stadio veneziano in terraferma, località Tessera, e che avrebbe, altrettanto paradossalmente, fatto allontanare il gruppo da Lecco.

Insomma, tanto tuonò che non piovve. E così Gino Di Nunno ha preso il toro per le corna e ha deciso di continuare. Perché il nuovo che avanza è lui. Da lunedì vedremo che ruolo ricoprirà e se sarà lui insieme ad Alessio Tacchinardi il nuovo Lecco.

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