Melgrati e i suoi fratelli: il numero 1 del Lecco è già nel gotha bluceleste

La lunga serie di parate spettacolari e risolutive ha lanciato il portiere nell’olimpo dei migliori

Una lunga serie di “miracoli” - parate spettacolari e risolutive - e i discorsi dei tifosi blucelesti più “esperti”, tornano a fiorire. Il tema del giorno- alla luce delle “pazzesche” prestazioni del portiere bluceleste Riccardo Melgrati (classe 1994; nel Lecco attuale: 30 presenze; 28 reti subite; porta inviolata per 13 gare complessive) - gira attorno ai paragoni con altri “numeri 1” blucelesti degli ultimi 40 anni di calcio. Sentendone parlare e avendoli visti in azione nelle due categorie “pro” affrontate in questo lasso di tempo - l’ex C2 o quarta serie e la C1 o “C” attuale - i nomi sono sempre i soliti quattro-cinque. Portieri di primissimo livello che pure in alcuni casi hanno raccolto molte presenze in serie A.

In massima serie però non ci è mai arrivato Maurizio “Lupo” Monguzzi (’72; 112 presenze nel Lecco a cavallo fra la fine dei ’90 e l’inizio dei 2000; fra C2 e C1). Doti atletiche di alto livello, scioltezza. Decisivo nella promozione in C1 del ’97; negli occhi ancora la sua parata sul missile di Cristian Brocchi nello spareggio del Brianteo contro la Pro Sesto. Un grande estremo difensore, soprattutto in riva al lago dove sentiva affetto e fiducia. Chi di queste ultime “se ne fregava” - carattere forte, estrema solidità – è forse uno dei due portieri più forti in assoluto: Michelangelo Arcari (’78; 43 caps nel Lecco in C1 dal 2000 al 2002): bravo fra i pali, tecnico e freddo, era soprattutto (cosa rara per un portiere italiano di quegli anni) bravissimo nelle uscite alte. Un vero “acchiappa-tutto”. E infatti: nel proseguo di carriera 213 partite da titolare nel Brescia con 20 presenze anche in A.

Nei discorsi dei tifosi quindi ricorre spesso il nome di un altro estremo difensore, di qualche stagione dopo: il livornese Luca Mazzoni (’84; 63 presenze blucelesti fra C2 e C1 nel biennio 2006-08). Forse il più spericolato e coraggioso; il più istintivo. Protagonista di una promozione in bluceleste (2007) e poi tantissima serie B fra Padova, Ternana e soprattutto Livorno. Avrebbe potuto arrivare più in alto: frenato in carriera da un carattere troppo “esuberante” fuori dal rettangolo. E infine, nel “range” dei portieri più forti visti a Lecco negli ultimi quarant’anni, non poteva mancare l’italo-brasiliano Massimo Zappino (classe ’81; 14 caps nell’annata 2008-09; arrivato a gennaio). Poche gare in bluceleste ma indimenticabili per un portiere che, fra i pali, era davvero fortissimo. A livello fisico forse il più reattivo e agile. Per lui tanta B (anche a Varese) e una doppia promozione (fino alla A) con il Frosinone. Arrivato troppo tardi al calcio “che conta”.

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