Il “Valsassina”, l’unico Lecco club
«Ci interessa seminare la passione»

Il presidente Castelli: «Il sogno è quello di poter vedere la squadra di Foschi allenarsi in valle».

Il “Valsassina”, l’unico Lecco club «Ci interessa seminare la passione»
Alcuni tesserati del Lecco club Valsassina orgogliosi e fieri di sfoggiare i vessilli blucelesti

Tifosi blucelesti? C’è chi ci crede - forse più degli altri - e investe. Tempo, passione, attenzione. Non solo gli ultrà, ma anche quei tifosi che vogliono identificarsi in un “Lecco club”. Così, mentre scompaiono i circoli storici di tifosi (in città e in provincia), nell’agosto 2021 è nato - in controtendenza - il “Lecco club Valsassina”. «Abbiamo sentito la necessità di creare un club che raccogliesse, sviluppasse e tramandasse tutta questa passione - spiega Emilio Castelli, presidente e fondatore -; e nell’agosto 2021 abbiamo fondato il circolo. So che siamo gli unici rimasti a definirci “Lecco club”, ma non importa. A noi interessa seminare la passione per i colori blucelesti e lo facciamo anche con le nostre iniziative...Un esempio? Nello scorso settembre abbiamo organizzato una serata di beneficenza per raccogliere fondi da devolvere a iniziative locali. Altri sono in organizzazione e non solo: il sogno è quello anche di poter vedere il Lecco di Foschi allenarsi in valle, a Introbio o a Cortenova, facendo partecipare anche i ragazzini della Valsassina. Noi abbiamo un’età (non particolarmente avanzata, ndr), e ci vogliono nuove leve a tifare Lecco. Così abbiamo colto l’occasione per regalare a tutti i bambini e i ragazzi che vi hanno partecipato, un braccialetto coi colori blucelesti. Dovevate vedere che sguardo d’orgoglio avevano nell’indossarlo...».

«Ogni passione va coltivata, alimentata, incentivata - prosegue Castelli -. Era strano vedere tate persone della Valsassina andare allo stadio con la sciarpa al collo, magari senza sapere che poco distante l’uno dall’altro c’erano altri vicini di casa che lo facevo. Ci siamo organizzati...».

Il club oggi ha già una ottantina di tesserati (a proposito, in questi giorni sono riapartiti i tesseramenti) e ha una sede importante: «Ci è stata gentilmente messa disposizione la sede del bar Umberto I di Introbio e lì conviviamo con l’Inter club locale. Ma la verità è che si parla soprattutto del Lecco. Sì, perché l’annata è di quelle da incorniciare, grazie a Luciano (Foschi, ndr), ma anche al nostro presidente. Senza di lui, non lo so dove eravamo ora... Come circolo abbiamo un solidissimo rapporto di amicizia e collaborazione coi “Blucelesti 1977”, con i quali abbiamo organizzato più iniziative e con il quale ci unisce la passione per il Lecco. Come mai c’è meno pubblico al Rigamonti-Ceppi? Per me la ragione è una sola: la possibilità di vedere le partite in tv. Questo ha un po’ impigrito tutti i tifosi, non solo quelli del Lecco. Per quanto riguarda i blucelesti, invece, la verità è che molti sono stati colti di sorpresa. Non si aspettavano una stagione di questo livello. Ma quando sarà il momento, ci saranno tutti...».

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