Ehi Lecco, senti Gentile: «Serve una punta? Sì, ma solo se centrale»

L’ex ds bluceleste ora alla Sampdoria: «Attaccanti di movimento mister Foschi li ha già. La squadra mi ha stupito sotto tutti i punti di vista».

Ehi Lecco, senti Gentile: «Serve una punta? Sì, ma solo se centrale»
Potrebbe presto esserci un’alternativa a Lorenzo Pinzauti al centro dell’attacco bluceleste

Carmine Gentile, osservatore da cinque anni della Sampdoria, ma soprattutto ex direttore sportivo del Lecco che vinse la C1 a Monza nel 1997 con mister Gustinetti in panchina, sabato scorso era allo stadio per Lecco-Vicenza. Si lustra ancora gli occhi e dà anche qualche consiglio alla società sulla strada da seguire sul mercato: «È stata un’ottima partita, a livello sia fisico che tattico. Ha impedito al Vicenza di giocare. Ed è una vittoria super meritata che mi ha anche un po’ stupito perché avevo visto il Vicenza a Sesto ed era tutt’altra squadra».

«Un’alternativa»

Ma questo Lecco di un centravanti ha davvero bisogno? Se sì, ne ha bisogno uno di movimento. O no? Si parla dell’islandese Karlsson ormai dato quasi per certo: «Di sicuro ci vuole un’alternativa. Ovvero una punta centrale non di movimento, perché quelle di movimento il Lecco le ha già, da Pinzauti a Buso ma anche Mangni… Fanno sempre il loro. Non conosco chi è a disposizione in panchina, ma non credo che ci sia un altro Eusepi. Ecco, ci vorrebbe uno così, uno di peso, rispetto a quelli che ci sono adesso che hanno caratteristiche di movimento. È una squadra che, francamente, non conosco per tutta la rosa che ha a disposizione, ma mi ha soddisfatto pienamente in tutti quelli che hanno giocato. Non so se un attaccante di peso potrebbe alterare gli equilibri. E in questo momento andare a prendere un attaccante di un certo tipo non è facile… Anche perché non ti garantisce nulla».

Ma Foschi vuole uno che corra. Perché l’offesa è la miglior difesa, ma se cominci a pressare alto e a non far giocare gli avversari dal tuo centravanti, allora viene tutto più facile. Ma anche molto più dispendioso fisicamente. E pare fatta per Karlsson, l’islandese del Venezia che sembra avere queste caratteristiche: «Non si tratta di correre o no - spiega l’ex direttore -. Si tratta di vedere che tipo di giocatore Foschi vuole andare a prendere. Sicuramente hanno perso Eusepi e c’è bisogno di qualcuno là davanti che lo sostituisca per caratteristiche. Per forza. Per continuare a sognare. Anche se la squadra mi ha stupito sotto tutti i punti di vista. Non dico che andrebbe bene anche così, ma bisogna vedere che tipo di obiettivi ha la società. Dipende tutto dai programmi che hanno. Karlsson? Non lo conosco».

«L’interrogativo»

Anche perché è un campionato molto strano ed equilibrato questo: «Ho visto il Vicenza, il Padova, il Pordenone, ma quando vedi una squadra buona come il Vicenza prima vincere a Sesto e poi cadere come ha fatto, a Lecco ti chiedi: chi sarà protagonista? Sono rimasto molto deluso dal Vicenza. Anche se ritengo sia la più accreditata insieme al Pordenone».

E il centrocampista Stoppa del Vicenza? Gentile era venuto a vedere lui al Rigamonti-Ceppi: «Lui è della Sampdoria. Potrebbe essere pronto. Però sabato a Lecco nessuno l’ha vista dei centrocampisti e degli attaccanti veneti. Ha lottato un po’ Ferrari. Ma il Lecco anche a livello tattico li ha condizionati. E quando stava venendo fuori, ha fatto un 1-2 micidiale».

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